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Leo Gullotta protagonista di “Quel posto nel tempo”

Leo Gullotta torna a Napoli dove ha girato diverse pellicole di successo come  “Scugnizzi” e “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” di Nanni Loy  ma anche “Dio ci ha fatto gratis” di Elvio Porta. L’attore è il protagonista, con Giovanna Rei e Beatrice Arnera, di “Quel posto nel tempo”, film diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo autore anche della sceneggiatura con Eitan Pitigliani.

«Sono molto attento al lavoro dei giovani  – dice Gullotta – che cerco sempre di sostenere appena scorgo in loro del talento; la sceneggiatura di Nuzzo è molto bella, una storia drammatica ed onirica. Sono uno di quelli che sostiene sempre che chi ha ricevuto tanto debba dare e questa è una occasione per farlo».

Mario (Leo Gullotta) decide di vivere la sua vecchiaia in un lussuoso albergo in Inghilterra; è un direttore d’orchestra in pensione con l’Alzheimer in stadio iniziale, che spesso viene colto da ricordi improvvisi che altrettanto velocemente dimentica.

La malattia lo terrorizza, teme, infatti, di potere dimenticare tutta la sua vita passata, costellata di grandi successi, e l’amore di sua moglie (Giovanna Rei) che non c’è più e quello per la  figlia con la quale però non ha mai avuto un rapporto saldo.

Il film è ispirato a “Lettere a mia figlia” il cortometraggio vincitore di molti premi in tutto il mondo. tra cui i Nastri d’Argento, Giffoni Film Festival, Premio Ettore Scola alla Casa del Cinema di Roma,

Giuseppe Alessio Nuzzo decide di fare raccontare la malattia nelle sue diverse fasi al protagonista che lo fa compiendo un viaggio alla riscoperta della sua vita e anche delle sue paure.

Nuzzo affronta questo lungometraggio dopo quello d’esordio “Le Verità” con Francesco Montanari, e cortometraggi come “La scelta”“La stanza” con Michele Placido.

Prodotto da Eduardo e Giuseppe Angeloni per AN.TRA.CINE, in associazione con Ferone Pietro Srl con il supporto della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania.

 

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 “The Wife – Vivere nell’ombra” su Rai Movie

 “The Wife – Vivere nell’ombra”, il film scritto da Jane Anderson, dal romanzo del 2003 “The Wife” di Meg Wolitzer  va in onda sabato 17 aprile alle 21.20 su Rai Movie (canale 24).

I due protagonisti sono Glenn Close e Jonathan Pryce.

iansanteChristian Iansante nel film è la voce di Christian Slater ( Nathaniel Bone).

Per la sua interpretazione in  “The Wife – Vivere nell’ombra” Glenn Close  ha ricevuto una candidatura all’Oscar per la Migliore attrice protagonista e vinto un Golden Globe come Migliore attrice in un film drammatico.

Il film ottiene 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, ha vinto un premio ai Spirit Awards

La pellicola parla della relazione tra lo scrittore  Joe Castleman, il più grande scrittore degli ultimi tempi, e di sua moglie Joan.

La storia prende le mosse nella notte in cui lo scrittore riceve la telefonata che gli annuncia la vittoria del premio Nobel per la letteratura, grazie al suo particolare e rivoluzionario stile di scrittura.

Nel recarsi alla cerimonia dei Nobel Joan ripensa a tutti i sacrifici che ha fatto per aiutare il marito a raggiungere la fama.

In realtà le opere di Joan sono tutte scritte da lei.

Durante gli eventi organizzati per la cerimonia di premiazione Joan decide che è giunto il momento di smettere di fingere e di scendere a compromessi.

Nel film è presente anche la figlia della Close, Annie Starke, che interpreta la giovane Joan.

Sebbene ambientato a Stoccolma, la maggior parte del film è stato girato a Glasgow, Edimburgo e presso la tenuta di Arbigland, nella storica contea di Kirkcudbrightshire, Dumfries e Galloway, in Scozia.

Il processo di sviluppo di questo film è durato quattordici anni.

luke evans

Stasera in tv Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate

Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, va in onda questa sera, in prima visione su TV8,  terzo e conclusivo capitolo della trilogia prequel de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson e basata sull’omonimo romanzo scritto da J. R. R. Tolkien.

giorgio borghettiGiorgio Borghetti, uno dei nostri docenti, sarà la voce di Luke Evans (Bard L’Arciere).

Fanno parte del nutrito cast di Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate:  Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, Evangeline Lilly, Lee Pace, Luke Evans, Cate Blanchett, Ian Holm, Christopher Lee, Hugo Weaving, Orlando Bloom, Elijah Wood

Epica conclusione delle avventure di Bilbo Baggins che, accompagnato da Thorin Scudodiquercia e la Compagnia dei Nani, porterà a termine il suo viaggio, sempre più pericoloso.

Dopo l’incontro con il drago Smaug, la compagnia deve fare i conti con la sua ira furiosa, che non risparmia gli abitanti di Pontelagolungo, e l’amicizia con Thorin è messa a dura prova, costringendo Bilbo a prendere una decisione estrema.

I pericoli non sono mai finiti perché il temibile Sauron, il grande nemico di sempre, manda un’agguerrita legione di orchi sulla Montagna Solitaria. L’attacco sarà violentissimo e Uomini, Elfi e Nani dovranno combattere insieme, unendo le loro forze.

È stato l’ultimo film degli attori Christopher Lee e Ian Holm.

Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda ed è il film con il budget più elevato di tutti e sei film sulla terra di Mezzo e uno dei film più costosi mai realizzati: la cifra per la sua realizzazione è stata di circa 250,000,000 di dollari.

Il film è prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer, New Line Cinema, Wingnut Films ma distribuito dalla Warner Bros. Pictures.

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Natalie Portman protagonista di The Days of Abandonment

Natalie Portman sarà la protagonista e la produttrice di The Days of Abandonment della Hbo Films.

Il premio Oscar impegnata in un altro importante lavoro ad un mese dall’annuncio della sua partecipazione alla serie Lady in the Lake, basata sull’omonimo romanzo di Laura Lipman.

Il film, attualmente in pre-produzione,è  scritto e diretto da Maggie Betts e racconta di Tess, (interpretato dalla stessa Portman), e del suo viaggio verso i recessi della mente umana nel momento in cui viene abbandonata dal marito.

Tess è una donna attiva molto bene inserita nel suo contesto, che cambia città per seguire il marito e si ritrova sola con i due figli e scivola, inesorabilmente verso il baratro.

La misteriosa Ferrante nel suo racconto lascia senza fiato, una storia, che si legge tutto in un respiro, che trascina fino all’estremo dolente dell’esperienza femminile.

Una carriera imponente quella della Portman: premio Oscar per Black Swan, nomination all’Oscar per i  film Closer e Jackie.

Indimenticabile il suo ruolo in Léon, così come la sua Padmé Amidala nella trilogia prequel di Star Wars.

I giorni dell’abbandono è stato anche un film del 2005, tratto dallo stesso testo della Ferrante, per la regia di Roberto Faenza con protagonisti Margherita Buy e Luca Zingaretti.

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Roberto Benigni Leone d’oro alla carriera a Venezia

Roberto Benigni è il Leone d’oro alla carriera della 78/A Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Su proposta del direttore della Mostra, Alberto Barbera, il Cda dell’ente culturale veneziano, ha annunciato la decisione presa.

Roberto Benigni  – dice Barbera si è imposto nel panorama dello spettacolo italiano come una figura di riferimento, senza precedenti e senza eguali. Alternando le sue apparizioni su palcoscenici teatrali, set cinematografici e studi televisivi con risultati di volta in volta sorprendenti, si è imposto in tutti in virtù della sua esuberanza e irruenza, della generosità con cui si concede al pubblico e della gioiosità appassionata che costituisce la cifra forse più originale delle sue creazioni. Con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a essere sé stesso, è passato dal vestire i panni dell’attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare, per trasformarsi da ultimo nel più apprezzato interprete e divulgatore della ‘Divina Commedia’ dantesca”.

Le parole di Benigni evidenziano lo stato d’animo dell’artista nell’apprendere la notizia: “Il mio cuore è colmo di gioia e gratitudine. È un onore immenso ricevere un così alto riconoscimento verso il mio lavoro dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”.

Su Canale 5 “Made in Italy”, nel cast Paolo Bufalino

È andata in onda su Canale 5 la prima di quattro puntate di “Made in Italy”, serie tv che racconta gli esordi della grande moda italiana. In una Milano degli anni ’70, la protagonista è Irene (Greta Ferro) giornalista che racconta in prima persona un periodo pieno di cambiamenti, attivismo politico e creatività. Sono gli anni di stilisti come Armani, Versace, Fiorucci, Ferrè, Valentino: i simboli, appunto, del Made in Italy.
La serie, ideata da Camilla Nesbitt e diretta da Luca Lucini e Ago Panini, andrà in onda non solo in Italia ma anche all’estero, in paesi come Stati Uniti, Canada, Russia, Spagna, Portogallo, Cina ed è stata acquistata da HBO per tutto il Sud America. Nel cast, oltre alla protagonista Greta Ferro, c’è anche Paolo Bufalino, interprete del personaggio di Sergio Galeotti e docente di dizione della nostra Accademia. Nel film anche attori del calibro di Marco Bocci, Stefania Rocca, Claudia Pandolfi e Raoul Bova.

Intervista al Direttore Walter Bucciarelli

Il 2020 si è appena concluso, per la gioia di tanti viste le note vicende. L’Accademia del Doppiaggio si è adattata, fornendo nuovi strumenti e possibilità ai suoi allievi, per poter studiare e seguire i corsi di doppiaggio e ricevere l’adeguata formazione. Questo anno, inoltre, ha portato due grandi novità che accrescono l’importanza dell’Accademia: il corso di laurea magistrale in Doppiaggio, Adattamento dialoghi e Sottotitolaggio, svolto negli studi di Milano in collaborazione con il Ciels di Padova, e il manuale Acting Coach, dedicato al doppiaggio, alla dizione e alla recitazione. Di tutto questo e del futuro ha parlato il Direttore dell’Accademia del Doppiaggio Walter Bucciarelli, nell’intervista della giornalista Sara Morandi.

Il doppiaggio si apre a tutte le etnie

Il doppiaggio è, da anni, in cambiamento. Dai miglioramenti tecnologici, alla gran quantità di prodotti da doppiare, fino all’ingresso di “nuove leve” in questo mondo. Persino i cambiamenti sociali generano novità e opportunità. Da diversi tempo, infatti, le grandi case di produzione estere richiedono l’ingaggio di doppiatori della stessa etnia del personaggio dell’opera da adattare. Una rivoluzione in questo ambito, destinata ad avere un forte impatto.
Una spinta nata in estate quando, negli Stati Uniti, le proteste della popolazione per la morte di George Floyd, afroamericano ucciso dalla polizia di Minneapolis dopo un fermo, diede vita al movimento Black Lives Matters. Le tensioni legate alla questione razziale, hanno portato alla riflessione diversi intellettuali e artisti, compresi quelli legati al mondo del cinema e della televisione.
Queste riflessioni non sono mancate anche nel mondo del doppiaggio. È noto che diversi doppiatori bianchi hanno scelto di non prestare più la loro voce a personaggi di colore o di altre etnie in famosi cartoni animati. Sono i casi di Mike Henry (Cleveland, I Griffin), Hank Azaria (Carl, I Simpson), Harry Shearer (Dr. Hibbert, I Simpson) e Jenny Slate (Missy, Big Mouth). E questo cambio di sensibilità ha portato i vari studio che gestiscono i doppiaggi di queste serie a selezionare in partenza doppiatori della stessa etnia dei personaggi a schermo.
La questione si sta ora spostando anche oltreoceano, dove il problema diventa anche più grande. Infatti, se negli Stati Uniti la questione è relativa solo a serie e film animati e a quei pochi prodotti stranieri di successo, in Europa la quantità di film e serie da doppiare è enorme. Soprattutto in Italia, che della qualità del suo doppiaggio fa da sempre un vanto. Ed ecco che, ad esempio, Disney per i suoi prodotti per Disney+ e Fox sta esigendo doppiatori della stessa etnia degli attori e dei personaggi che andranno a doppiare. Condizione non semplice dato che non sono molti i doppiatori italiani con altre origini, ma che apre una grande porta: vista la domanda destinata a crescere, questa potrebbe essere un’opportunità artistica e lavorativa per tanti ragazzi di origini straniere che vogliono tentare di entrare nel mondo del doppiaggio.

Aquaman 2, vicine le riprese. Francesco De Francesco è Jason Momoa

Il prossimo anno dovrà essere quello del rilancio per il cinema mondiale, fiaccato dalle conseguenze della pandemia che ha ritardato l’uscita di numerosi film molto attesi. Stesso discorso per le riprese di diversi “blockbusters”, tra cui non mancano quelli dedicati ai supereroi.
A breve inizieranno le riprese di Aquaman 2, sequel del film dedicato al “Protettore degli oceani” di casa DC che, oltre alle questioni legate al Covid-19, si porta dietro anche le polemiche su Amber Heard finita nell’occhio del ciclone dei fan che la vorrebbero fuori dal progetto dopo le vicende legali con l’ex marito Johnny Depp (nel frattempo estromesso dalla saga di Animali Fantastici). La Heard resterà al suo posto, così come Jason Momoa, protagonista del franchise.
Il film è stato ritrasmesso in Italia nei giorni scorsi sui canali Mediaset. Per quanto riguarda il doppiaggio, Jason Momoa è doppiato da Francesco De Francesco, ex allievo dell’Accademia del Doppiaggio e ora docente dei nostri corsi, ruolo che riprenderà anche in questo secondo capitolo.

Weekend, su Amazon Prime il film con Sara Ricci

Come già avvenuto con altri film d’Oltreoceano, anche in Italia – vista la perdurante chiusura dei cinema – bisogna affidarsi alle piattaforme di streaming. È il caso di Weekend, thriller psicologico italiano diretto da Riccardo Grandi e uscito su Amazon Prime. Il cast vede la partecipazione di attori italiani come Alessio Lapice, Eugenio Franceschini, Jacopo Olmo Antinori, Greta Ferro e Sara Ricci, attrice e docente per tutti i corsi di doppiaggio tenuti dalla nostra Accademia.
Protagonisti della storia sono quattro amici, rimasti isolati in un rifugio di montagna che si ritrovano a indagare su chi di loro ha commesso un crimine in passato, analizzando nel profondo la loro personalità. Il film è una produzione italo-albanese.