Avengers: Infinity War sbanca, Christian Iansante è Rocket

Solo tre giorni di programmazione, eppure Avengers: Infinity War, ultimo film della saga dei supereroi Marvel, sta dominando incontrastato al botteghino di tutto il mondo. Uscito il 25 aprile, in Italia ha incassato 3 milioni di euro solo il primo giorno e sui social impazza la discussione sul film che narra dell’arrivo di Thanos sulla Terra, il Titano che metterà in pericolo la stessa esistenza dell’Universo. È un’opera che racchiude 10 anni di film, iniziati nel 2008 col primo Iron Man e che ora vede la partecipazione dei principali supereroi della Marvel.
Tra questi vi sono i Guardiani della Galassia che, per la prima volta, incrociano la loro strada con quella degli Avengers per combattere il nemico comune. Star-Lord (Chris Pratt), Gamora (Zoe Saldana), Drax (Dave Bautista), Mantis (Pom Klementieff), Groot (voce di Vin Diesel) e Rocket, che nel doppiaggio originale ha la voce di Bradley Cooper mentre in Italia ha quella del nostro Christian Iansante.

Christian Iansante al Pescara Comix 2018

Christian Iansante parteciperà all’edizione 2018 del Pescara Comix & Games che ha aperto i battenti oggi 13 aprile e si chiuderà domenica 15 al Centro Commerciale Arca di Spoltore (PE). Il doppiatore sarà impegnato, insieme ai colleghi Alex Polidori, Marco e Andrea Mete, nell’ultima giornata della rassegna con una sessione di doppiaggio all’interno del Multiplex alle 10.30, per poi prendere parte a un incontro alle 12.00 all’interno della Sala conferenze per rispondere a tutte le curiosità dei presenti. Al centro del dibattito i supereroi, con l’uscita di Avengers – Infinity Wars sempre più vicina (25 aprile).

I Segreti di Wind River con Christian Iansante

Esce oggi nei cinema italiani I Segreti di Wind River, film diretto da Taylor Sheridan che vede nel cast, tra gli altri Jeremy Renner ed Elizabeth Olsen, coppia già vista sul grande schermo nella saga Marvel dedicata agli Avengers.
Il film vuole essere la chiusura di una trilogia iniziata con Sicario e Hell or High Water, di cui Sheridan è stato sceneggiatore. Il film affronta uno degli aspetti della “frontiera” americana e cioè quello relativo alle riserve dei nativi americani. Il protagonista Cory Lambert (Jeremy Renner) è un cacciatore solitario che, durante un’escursione tra le nevi, scopre il cadavere della figlia di un suo amico. Si unisce così alle indagini condotte dall’agente dell’FBI Jane Banner (Elizabeth Olsen).
Per il doppiaggio italiano, la voce di Jeremy Renner è di Christian Iansante che, oltre alla già citata saga degli Avengers, ha già doppiato l’attore americano in “North Country”, “C’era una volta a New York” e “La regola del gioco”. Elizabeth Olsen, invece, è doppiata da Benedetta Degli Innocenti.

Roberto Pedicini, voce dei David di Donatello

Roberto Pedicini, doppiatore e docente della nostra Accademia, è stato la voce dei David di Donatello 2018. La sua voce ha aperto la serata con una citazione di Louis Lumiere ed ha poi annunciato i vincitori delle preziose statuette che quest’anno hanno visto, tra gli altri, Ammore e Malavita di Manetti Bros. per il Miglior Film, Dunkirk come Miglior film straniero, Renato Carpentieri come Miglior Attore protagonista e Jasmine Trinca come Miglior attrice protagonista. A condurre la cerimonia Carlo Conti. Momenti di particolare importanza le presenze di Steven Spielberg di Diane Keaton.

Questa sera American Sniper con Christian Iansante

Questa sera, 6 marzo 2018, alle 21.10 su Canale 5, andrà in onda American Sniper, film del 2014 diretto da Clint Eastwood. Il protagonista è Bradley Cooper che interpreta Chris Kyle, un Navy Seals con grandi doti di cecchino, tanto da essere soprannominato “Leggenda”. Il suo rapporto con gli orrori della guerra e con la sua famiglia rimasta a casa è al centro di questo film vincitore di un Oscar per il miglior montaggio sonoro e con 5 nomination nel 2015, di cui una per il miglior attore protagonista proprio a Bradley Cooper.
La voce italiana di Bradley Cooper è quella di Christian Iansante, ormai storico doppiatore dell’attore della Pennsylvania.

L’Accademia del Doppiaggio alla Bocconi

Il mondo del doppiaggio: le sfide di oggi e domani“. Questo il tema del seminario che si è tenuto all’Università Bocconi di Milano e che ha visto protagonista l’Accademia del Doppiaggio, la nostra scuola con sede nel capoluogo lombardo, ma anche a Roma, Firenze, Padova e Pescara grazie all’idea del Direttore Walter Bucciarelli e dei doppiatori Christian Iansante e Roberto Pedicini.
L’evento, promosso dal presidente dell’“Associazione Studentesca Bocconi CinemaRiccardo Ferrari, nasce dalla passione degli studenti per la serie tv Suits, un legal drama americano molto seguito dagli studenti della Bocconi impegnati in giurisprudenza e diritto. Per questo motivo è stato invitato Guido Di Naccio, doppiatore formatosi all’Accademia e diventato egli stesso uno dei docenti dei nostri corsi, nonché voce di Harvey Specter, protagonista della serie interpretato dall’attore Gabriel Macht. Insieme a lui, presenti anche il direttore Walter Bucciarelli e Sam Barcellini, titolare a Milano dello studio di registrazione che ospita le nostre lezioni e punto di riferimento nell’ambiente del doppiaggio milanese. Il tutto è stato moderato dal prof. Fabrizio Perretti, docente del Dipartimento di Management e Tecnologia della Bocconi.
Guido Di Naccio ha così soddisfatto la curiosità degli studenti che volevano capire come il doppiaggio si approccia a un prodotto come Suits, pieno di tecnicismi legati alla giurisprudenza americana e, quindi, difficilmente traducibili in italiano: “Lo studio di doppiaggio si è dovuto affidare a un consulente esperto di diritto americano per rendere al meglio certe parole nella nostra lingua e consegnare al pubblico italiano un prodotto fedele all’originale”.
Si è poi passati alla descrizione di una sessione di doppiaggio, con ogni doppiatore che esegue le sue battute, chiamate anelli, andando in sincrono con le labbra dell’attore: “Il doppiatore deve riuscire a registrare in poche prove non ha a disposizione tanti tentativi. Ascolta la voce originale dell’attore in cuffia e doppia in italiano, non facendo una semplice traduzione, ma cercando di riprodurne l’emozione e lo stato d’animo“. Un confronto anche col passato: “Se un tempo i doppiatori vivevano insieme le sessioni, registrando all’interno dello stesso studio tutti i dialoghi, oggi i tempi sempre più stretti e le possibilità tecnologiche portano i doppiatori a registrare solo le loro parti, senza assistere a quelle degli altri“.
Risposte anche alle critiche che spesso vengono mosse nei confronti del doppiaggio, in particolare da chi pensa che sia un ostacolo all’apprendimento delle lingue: “Non è così, permette a un numero vasto di persone di entrare in contatto con un prodotto culturale che, altrimenti, avrebbe una diffusione limitata. Il doppiaggio è sì un tradimento dell’opera originale ma necessario per far immergere lo spettatore nel film, senza costringerlo a distrarsi con eventuali sottotitoli o a conoscere altre lingue. Molti, inoltre, pensano che si doppino solo film in inglese, ma ci sono anche film spagnoli, portoghesi, francesi, tedeschi, giapponesi, koreani: non si possono conoscere tutte le lingue“.
Infine, i relatori hanno spiegato modalità e prerequisiti per diventare doppiatore ed entrare in questo mondo: “Bisogna iniziare dalla dizione, parlare cioè un italiano standard senza inflessioni dialettali e accenti. Sarebbe poco credibile, ad esempio, un prete di New York che parla con un accento toscano. Poi bisogna studiare e imparare, e lo si può fare all’interno di una scuola come la nostra. Fondamentale, prima di scegliere, è conoscere i nomi dei docenti e valutare i loro curriculum, perché è facile improvvisarsi doppiatori su internet, ma poi basta andare su siti specializzati per sapere tutto quello che serve su un doppiatore. Importante è anche l’età: bisogna iniziare presto, perché chi è avanti con gli anni sarà sempre messo in secondo piano da chi, invece, ha iniziato prima e ha anni di esperienza alle spalle“.

L’ultimo capitolo di Maze Runner, con Christian Iansante

Esce oggi nei cinema italiani Maze Runner: La Rivelazione, ultimo capitolo della trilogia fantascientifica cinematografica tratta dal romanzo Il Labirinto di James Dashner.
Diretto da Wes Ball, il film prosegue le vicende narrate nei primi due capitoli con il protagonista Thomas (Dylan O’Brien) alla guida del gruppo di Radurai fuggitivi per irrompere nella leggendaria Ultima Città e trovare una cura al virus che si è abbatuto sul pianeta.
Nel cast Dylan O’Brien (Thomas), Kaya Scodelario (Teresa), Will Poulter (Gally), Giancarlo Esposito (Jorge) e molti altri. Presente anche l’attore Walton Goggins che nel film interpreta Lawrence ed è doppiato da Christian Iansante.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri con Roberto Pedicini

Sta per arrivare nei cinema italiani, l’11 gennaio, “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri“, film uscito nelle sale statunitensi il 13 ottobre 2017 con la partecipazione di Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell e diretto da Martin McDonagh. Proiettato in concorso alla 74a Mostra internazionale cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival, dove ha vinto il Premio del pubblico, “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” è stato molto ben accolto dalla critica specialistica, ricevendo, tra l’altro, 6 nomination ai Golden Globe ed è stato inserito al 7° posto nella classifica dei film più belli del 2017 stilata dalla rivista Variety.
Nella versione italiana, la voce di Woody Harrelson è stata affidata a Roberto Pedicini, che ha già doppiato l’attore statunitense in diversi film tra cui “Assassini Nati”, “Oltre le regole – The Messenger” e  “Now you see me”.

Star Wars: Gli ultimi Jedi oggi al cinema. Benedetta Degli Innocenti è Rey

È l’evento dell’anno per migliaia di fan italiani. L’Episodio VIII di Star Wars esce oggi nelle sale cinematografiche italiane col titolo “Gli ultimi Jedi”. Un film che continua a seguire le vicende di Rey (Daisy Ridley) che ha finalmente trovato Luke Skywalker (Mark Hamill), il cavaliere Jedi in esilio dopo aver sconfitto l’Impero e suo padre Darth Vader. All’orizzonte ci sono, però, le forze del Primo Ordine e del Lato Oscuro, servito da Kylo Ren (Adam Driver) e dal misterioso Leader Supremo Snoke (Andy Serkis). Rey sarà, invece, aiutata da Finn (John Boyega), dal pilota Poe Dameron (Oscar Isaac), dall’aliena Maz Kanata (Lupita Nyong’o) e dal Generale Leia Organa, interpretata per l’ultima volta dalla compianta Carrie Fisher.
Come in “Star Wars: Il risveglio della Forza”, Daisy Ridley avrà la voce italiana di Benedetta degli Innocenti, ormai lanciata nel panorama del doppiaggio italiano dopo essersi formata all’interno dell’Accademia del Doppiaggio con Christian Iansante e Roberto Pedicini. Un ruolo da protagonista in uno dei film più attesi, con una schiera di appassionati di tutto l’universo creato da George Lucas che hanno già promosso il suo lavoro fatto nel primo film di questa nuova trilogia. La voce di Benedetta è ormai legata a quella dell’attrice britannica: in questi giorni è al cinema, con ottimi riscontri di botteghino e critica, anche un altro film come “Assassinio sull’Orient Express” di Kenneth Branagh che vede Daisy Ridley nel cast.

Caro Cassel, sul doppiaggio continui a sbagliare

Tornano a far discutere le parole di Vincent Cassel, attore francese che, nel corso dell’ultima puntata di Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio su Rai 1, ha polemizzato sul doppiaggio italiano: «In Italia non c’è la possibilità di vedere un film senza doppiaggio. Non è un’abitudine, è un problema. Ha a che fare con l’educazione, bisognerebbe imparare. Non è la stessa cosa ascoltare un’altra voce, si può fare ma così si perde qualcosa». Non è la prima volta che Cassel si esprime così. Con toni ben più forti, nel marzo del 2016 aveva definito i doppiatori del nostro paese «una mafia», polemizzando sul doppiaggio di “Un momento di follia”.
Eppure, oggi come allora, Vincent Cassel incappa in una serie di errori che dimostrano come non conosca (o non voglia conoscere) il pubblico che guarda anche i suoi film. Non è vero che in Italia non c’è la possibilità di guardare un film senza doppiaggio: esistono molti servizi che permettono di cambiare lingua, da quelli di streaming come Netflix, passando per le pay tv, fino agli stessi supporti Home Video. Forse l’attore francese si riferiva alle sale cinematografiche, ma anche in questo caso dimostra scarsa conoscenza: i gestori dei cinema hanno costi, da ripianare proprio grazie alle presenze degli spettatori. Senza i film doppiati, piaccia o no, queste sarebbero molto basse. Insomma, anche grazie ai film doppiati e al gran numero di persone che così riescono a fruire di questi prodotti Cassel riesce a firmare contratti milionari.
E qui si passa alla questione “educazione” che, in ogni caso, spetta alle istituzioni. E non solo a quelle italiane: perché Cassel attacca l’Italia ma, proprio grazie all’ultimo report di Netflix pubblicato nei giorni scorsi, scopriamo che 7 francesi su 10 preferiscono i film doppiati. Magari in Francia esisteranno più sale che permettono la visione di film in lingua originale, ma i fatti dimostrano che anche loro scelgono di guardarli nella propria. E non può essere una colpa perché non si può negare a uno spettatore di vedere un film solo perché non conosce una lingua straniera. Sarebbe un cinema elitario.
L’unica cosa giusta Cassel la dice alla fine: non è la stessa cosa ascoltare un film con un’altra voce. È vero. Ma non è certo una grande novità: sono gli stessi doppiatori ad affermarlo. In un’intervista rilasciata proprio dopo le dure parole di Cassel di un anno fa, Roberto Pedicini, che ha prestato la sua voce all’attore francese in diversi film, ha affermato: «Sarebbe bello vedere ogni tanto dei film in lingua originale. Anche io cerco di farlo. Il problema è che dovremmo imparare le lingue più disparate, visto che i film più premiati ai festival sono asiatici o mediorientali. E che i sottotitoli spesso sono più fuorvianti del doppiaggio, per esigenza di sintesi». Simili le parole di Christian Iansante, anche lui doppiatore di Cassel, in un’altra intervista pubblicata proprio sul nostro sito: «I detrattori hanno ragione: il doppiaggio è un tradimento. Ma se secondo loro il doppiaggio dovrebbe essere abolito, allora si prendano la responsabilità imprenditoriale di aprire un loro Multiplex, lo chiamino pure “Il Multiplex del Diritto”, visto che secondo loro è un diritto vedere i film in originale e, quando a fine mese avranno venduto venti biglietti in totale e dovranno pagare le spese e i dipendenti, si renderanno conto di cosa significa. Questa è la realtà, il resto sono solo chiacchiere».
Chiacchiere che trovano il tempo che trovano ma che squalificano il lavoro di tanti professionisti che permettono al cinema di non essere luogo per un ristretto numero di persone, bensì di espressione e diffusione culturale. Soprattutto se dette da attori famosi e apprezzati in tutto il mondo. Forse, un giorno, lo capirà anche Vincent Cassel.