Autore: Ufficio-Stampa

marylin ha gli occhi neri

Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano con Stefano Accorsi e Miriam Leone

Marilyn ha gli occhi neri è il film di Simone Godano con Stefano Accorsi e Miriam Leone in uscita il 14 ottobre al cinema per 01distribution.

Lui non sa mentire, lei sa solo mentire. Una coppia improbabile alle prese con un progetto impossibile.

Clara (Miriam Leone) è talmente brava a mentire che è la prima a credere alle sue bugie. Vitale e caotica, ha qualche problema a tenere a freno le sue pulsioni.

Diego (Stefano Accorsi) è il suo esatto contrario, un uomo provato dagli eventi, con varie psicosi e continui attacchi d’ira. Si ritrovano in un Centro Diurno per il rehab di persone disturbate.

La prova che li attende sembra impossibile: devono gestire un ristorante del Centro evitando qualsiasi conflitto con il resto del gruppo.

Peccato che non abbiano alcun tipo di attitudine per le imprese di successo.

Ma i due inizieranno presto a scoprire che l’unione può portare a risultati incredibili. E chissà, magari anche all’amore.

Marilyn ha gli occhi neri è la storia di due emarginati – dice il regista Godano –

La follia umana – o meglio la diversità – è un qualcosa che mi ha sempre affascinato, sin
dalle prime letture della mia infanzia.

Credo che nel leggere un libro o nel vedere un film con protagonisti pazzi ci sia una forma di immedesimazione diversa da tutte le altre, molto personale ed intima

Lo spunto di questa storia viene da un fatto realmente accaduto.

Siamo a Londra, un ragazzo che ha perso il lavoro crea il The Shed at Dulwich, un locale che non esiste. In soli due mesi, grazie al suo talento nelle recensioni e al mistero che avvolge il locale, diventa il primo ristorante di Londra su Tripadvisor,

scalando ben 14mila posizioni. 

Ogni giorno centinaia di persone scrivono di avere frequentato il suo ristorante e aver vissuto un’esperienza unica e irripetibile.

Recensioni con dettagli di prelibati piatti mangiati, di concerti jazz. Peccato che nessun cliente

abbia mai mangiato lì e nessun musicista ci abbia mai suonato.

Questa storia è lo specchio di una società che vive di immagini, di fake news, di superficialità,

di social e di seguito di massa. Questa storia ci è sembrata molto attuale.

Su questo spunto abbiamo pensato di costruire il racconto di due anime alla derivaa follia umana, o meglio la diversità , – dice il regista Godano – è un qualcosa che mi ha sempre affascinato, sin dalle prime letture della mia infanzia.

Lo spunto di questa storia viene da un fatto realmente accaduto.

Siamo a Londra, un ragazzo che ha perso il lavoro decide di prendersi gioco del mondo che lo ha rifiutato. in Marylin ha gli occhi neri.

Molto bravi I protagonisti del film 

 

I protagonisti di Marilyn ha gli occhi neri – continua Godano – sono la vera differenza.

Dai compagni di viaggio di Stefano e Miriam capaci di raccontare la follia con tenerezza e ironia.

Fino ad arrivare a loro, Miriam e Stefano.

Due attori che si sono messi in gioco in tutto e per tutto, senza paura, senza freni, che si sono

trasformati, imbruttiti.

Miriam a cui ho levato la sua arma più potente, i suoi occhi verdi e il suo fascino magnetico.

Ricordo perfettamente il momento in cui ha messo le lenti scure per la prima volta.

Si è guardata allo specchio per dieci minuti. Si fissava, si scrutava, si vedeva letteralmente con

altri occhi. Quando si è girata abbiamo capito che quella era Clara.

Stefano ha fatto un qualcosa di unico. È riuscito a rendere tenero un personaggio

apparentemente respingente. Ad essere sempre credibile, mai sopra le righe, nonostante il suo

Diego fatichi a parlare, a stare al mondo, perché balbuziente e pieno di tic.

Non volevamo mezze cose, non volevamo personaggi ibridi, ci siamo presi un rischio e ci siamo goduti il viaggio.

Marilyn ha gli occhi neri è un film compatto che parla di caos interiore.

Un film ironico e drammatico al tempo stesso, vero e sincero.

È anche un viaggio alla ricerca della felicità perduta, di una felicità che va condivisa con chi

ti riconosce e accetta per quello che sei.

vice

 “Vice – L’uomo nell’ombra” su Rai 3 con la voce di Iansante

 “Vice – L’uomo nell’ombra”, dramma biografico del 2018 di Adam McKay in onda su Rai 3.

viceSam Rockwell è George W. Bush. La voce italiana di Rockwell è Christian Iansante.

Il Premio Oscar Christian Bale, in Vice  guida di un cast stellare che include il candidato agli Oscar Steve Carell, nel ruolo dell’affabile ma severo Donald Rumsfeld,

la candidata agli Oscar Amy Adams, nei panni della moglie di Cheney e il  già citato premio Oscar Sam Rockwell, nel ruolo di George W. Bush.

La brillante carriera politica di Dick Cheney, che da oscuro manager di una società privata con un passato da alcolista scalò molte posizioni di potere fino a ad arrivare alla seconda poltrona più importante degli Stati Uniti.

Divenuto vice presidente al fianco di George W. Bush, concentrò nelle sue mani una quantità di potere come mai era successo prima in quel ruolo. Il film ha vinto un Premio Oscar e un Golden Globe.

Il titolo originale di Vice era “Backseat”.

Vice è stato candidato a 8 Premi Oscar:  miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior trucco, miglior attore (Christian Bale), miglior attore non protagonista (Sam Rockwell), migliore attrice (Amy Adams).

Il film ha vinto una statuetta per il Miglior trucco e acconciatura a Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney.

Il film ha vinto un Golden Globe al Miglior attore in un film commedia o musicale assegnato a Christian Bale.

Christian Bale per il ruolo è ingrassato di 20 chili, si è rasato la testa, si è sbiancato le sopracciglia e si è esercitato per ispessire il collo per il suo ruolo di Cheney.  Bale ha rivelato, inoltre,  che per “Vice” ha utilizzato per la prima volta un nutrizionista per aiutarlo con l’aumento di peso.

La più grande preoccupazione fisica di Sam Rockwell era il modo di parlare “a labbra in avanti” di George W. Bush. Ciò ha richiesto una protesi nella regione della bocca, oltre al naso completamente protesico che indossava per il film.

Vice riunisce gran parte del cast e della troupe che hanno lavorato a La grande scommessa (2015), tra cui il regista Adam McKay, gli attori Christian Bale e Steve Carell e il produttore Brad Pitt.

.Naomi Watts fa un cameo ricorrente nel film come una conduttrice di news conservatrice. Il successivo ruolo di Watts dopo questo film è stato quello di interpretare la vera conduttrice di news Gretchen Carlson nella miniserie tv The Loudest Voice (2019). Watts ha anche interpretato l’agente della CIA Valerie Plame Wilson in Fair Game – Caccia alla spia (2010), a cui si fa riferimento ma non si vede in questo film.

Christian Bale e Amy Adams hanno già lavorato insieme in The Fighter (2010) e American Hustle – L’apparenza inganna (2013).

“Vice” segna la quarta collaborazione tra l’attore Steve Carell e il regista Adam McKay. Le precedenti collaborazioni sono Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy (2004), Anchorman 2 – Fotti la notizia (2013) e La grande scommessa (2015).

Per la sua interpretazione di George W. Bush in questo film, Sam Rockwell è diventato il settimo attore a ricevere una nomination all’Oscar per aver interpretato un vero presidente degli Stati Uniti,

Christian Bale è diventato il primo attore ad essere nominato al premio Oscar per aver interpretato un vero vicepresidente.

È il secondo film cinematografico a rappresentare la presidenza di George W. Bush, dopo W. (2008) di Oliver Stone.

La figlia di Dick, Liz Cheney, ha duramente criticato la pellicola, e in particolar modo Christian Bale, che durante il suo discorso di ringraziamento sul palco dei Golden Globe ha indicato Satana come fonte di ispirazione per interpretare Dick Cheney.

Dick Cheney stesso, secondo quanto rivelato da Bale, ha inoltre inviato un insulto personale all’attore tramite la madre di un compagno di scuola del figlio.

Vice ha incassato 76 milioni di dollari da un budget di 60 milioni di dollari.

space jam new legend

Space Jam: New Legends al cinema con le voci di Lavagnino e Angrisano

Space Jam: New Legends (Space Jam: A New Legacy) è un film 2021 diretto da Malcolm D. Lee. Si tratta de sequel  di Space Jam (1996) pellicola di enorme successo.

Nel film Space Jam: New Legends  Andrea Lavagnino è la voce di Al-G Rhythmo mentre  Alberto Angrisano è quelal di Foghorn Leghorn.

In Space Jam: New Legends, 25 anni dopo il primo Space Jam, LeBron James prende il posto di Michael Jordan e scende sul parquet più assurdo e comico del cinema americano per vivere un’avventura che saccheggia l’intero archivio della Warner.

Le riprese  del film  sono iniziate il 25 giugno 2019 e sono terminate il 16 settembre dello stesso anno.

LeBron James, il campione NBA e icona globale, vive un’epica avventura a fianco dell’intramontabile Bugs Bunny.

Fino a che punto possano arrivare alcuni genitori per creare un legame con i propri figliI

Bisogna andare a vedere Space Jam: New Legends per capirlo.

Quando LeBron e il suo giovane figlio Dom vengono intrappolati in uno spazio digitale da una malvagia Intelligenza Artificiale,

LeBron farà di tutto per tornare a casa sani e salvi guidando Bugs, Lola Bunny e l’intera banda dei notoriamente indisciplinati Looney Tunes verso la vittoria, sul campo di gioco, contro i campioni digitalizzati dell’Intelligenza Artificiale:

una super potente squadra di basket piena di professionisti all stars mai vista prima.

Tunes contro Goons nella sfida con la posta in gioco più alta della sua vita, che ridefinirà il legame tra LeBron e suo figlio, mettendo in luce il potere di essere se stessi.

In Space Jam: New Legends  appaiono svariati giocatori e giocatrici di pallacanestro, impegnati in piccoli ruoli i semplici cameo:

per la National Basketball Association Klay Thompson, Anthony Davis, Damian Lillard, Chris Paul, Draymond Green, Kyle Kuzma,

mentre per la Women’s National Basketball Association Diana Taurasi, Nneka Ogwumike e Chiney Ogwumike.

Il budget del film è stato di 183,7 milioni di dollari, ma grazie all’agevolazione fiscale di 23,8 milioni dello stato della California, il costo finale della produzione è stato di 161,9 milioni.

Gli effetti visivi del film sono stati curati dalla Industrial Light & Magic.

All’animazione della pellicola hanno lavorato Tony Bancroft, Spike Brandt, Dan Haskett, Matt Williames e Ole Loken.

 

sir 2 iansante

Sir è il cortometraggio diretto da Ravallese interpretato da Iansante

In lavorazione il cortometraggio Sir;

dopo il successo de Il vestito torna la coppia composta dal regista Maurizio Ravallese e dal doppiatore ed attore Christian Iansante.

sir iansanteIl vestito, scritto e diretto da Maurizio Ravallese, co-prodotto col giovane cineasta Emanuele Pisano,

candidato ai David di Donatello per “L’oro di famiglia”,  ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo

La storia ruota attorno a un incrocio di destini: un giovane immigrato (Danilo Arena), alla ricerca di un abito nuziale, ruba un completo ad uno sposo appena abbandonato all’altare (Christian Iansante).

Per espiare la sua colpa, il ragazzo dovrà vendicare l’uomo che ha derubato.

Il vestito  prodotto dalla Pathos Distribution, ha conquistato: premiato al Giffoni Young come Miglior Corto Drammatico,

ha ottenuto molto successo all’International Nollywood Film Festival di Toronto, il South African Film Festival, il Buenos Aires Film Festival, il Buffalo Film Festival e il Reeling di Chicago,

vincitore inoltre al Falcon di Londra, al Firenze Film Corti, al Queen Palm Festival, al Buffalo Film Festival.

Molte soddisfazioni anche per Christian Iansante, attore non protagonista del corto, che ha ricevuto tre premi.

In Sir Iansante è il protagonista.

In sir – dice  il regista Ravallese – si parlerà di un guaritore, che vive in mezzo alla montagna, dotato di poteri straordinari, ma affetto dalla cosiddetta maledizione del guaritore:

non riesce ad utilizzare il proprio potere per salvare la moglie ammalata. Ma i miracoli sono doni ereditari.

In questo cortometraggio, Sir, – dichiara Iansante –  sono il protagonista ,  è un film sulle credenze popolari che ancora sono molto diffuse nonostante siamo quasi nel 2022.

Interpreto un santone, capace di guarire chiunque  tranne la moglie che sta per morire.

Un bel lavoro in cui sono un personaggio con capelli bianchi lunghi, con un’ unghia nera, lunga, quella del mignolo sinistro perchè l’unghia lunga è simbolo di potere;

in effetti anche i mafiosi portano l’unghia lunga per dimostrare che loro non si sporcano le mani.

Anche in Sir ci sarà il tipico colpo di scena dei corti che, ovviamente, non svelo adesso.

Non parlo molto nel corto tranne in una scena con un mafioso che vuole essere guarito che convincerò, proprio con un lungo dialogo,  del fatto che se vuole guarire deve rinunciare a tutto il suo potere.

Ci sono molte scene di azione più che dei dialoghi,  questo Sir è un lavoro intenso.

 

 

 

il drago argentato

Il drago argentato con la voce di Andrea Lavagnino

Il drago argentato è un film di genere Animazione del 2020 diretto da Tomer Eshed con Thomas Brodie-Sangster e Felicity Jones.

il drago argentatoIl drago argentato è basato sul libro Dragon Rider ideato dalla scrittrice di libri per bambini Cornelia Funke, la versione Netflix è diretta dal pluripremiato animatore Tomer Eshed.

Filo di Ragno ha la voce di Andrea Lavagnino

Il cast di Il drago argentato è composto da Thomas Brodie-Sangster, Felicity Jones, Freddie Highmore, Patrick Stewart, Nonso Anozie, Sanjeev Bhaskar, Meera Syal, Stephen Hogan

Quando il suo mondo è minacciato dagli umani, un giovane drago decide di cercare un mitico paradiso dove la sua specie può vivere in pace e volare in libertà.

Lung, un giovane drago argentato, non intende più vivere nascosto nella valle dove i suoi simili sono stati costretti a rifugiarsi.

Egli pensa che la sua imponenza non possa impedirgli di trovare orgogliosamente il suo posto nel mondo, e decide così di organizzarsi diversamente.

Con il sostegno di Fiore di Zolfo, un delicato spirito di montagna, e del vivace orfano Ben, Lung intraprende un viaggio che dovrà spalancargli nuove frontiere.

Attraverso l’Himalaya, i tre andranno alla ricerca della leggendaria Terra ai Confini del Cielo, un luogo nel quale tutti i draghi possono vivere senza la presenza degli esseri umani.

Sarà anche la terra della felicità che Lung sta animatamente agognando?

La produzione del film è iniziata nel 2017.

Breve uscita nelle sale nel 2020, ma poi a causa della pandemia di COVID-19 tutto si è fermato.

widows

 “Widows” con la voce di Andrea Lavagnino su Rai 2

“Widows”, dramma del 2018 di Steve McQueen con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki e Cynthia Erivo su Rai 2.

widowsIl film è stato presentato in anteprima mondiale il 9 settembre 2018 al Toronto International Film Festival.

Andrea Lavagnino è la voce italiana di Lukas Haas che interpreta David.

“Widows” è la storia di quattro donne che non hanno nulla in comune se non un debito lasciato dalle attività criminali dei loro mariti morti.

Ambientato in una Chicago contemporanea, in un momento tumultuoso, le tensioni crescono quando Veronica ( Viola Davis), Alice (Elizabeth Debicki), Linda (Michelle Rodriguez) e Belle (Cynthia Erivo)

prendono il destino nelle loro mani e complottano per forgiare un futuro alle proprie condizioni.

Veronica Rawlins è sposata con Harry e con lui ha ancora una relazione appassionata e sensuale, ma Harry muore durante un colpo, perpetrato ai danni del gangster nero Jamal Manning, che sta cercando di entrare in politica.

Jamal vuole soffiare il distretto di Chicago dove vive alla famiglia Mulligan, la quale lo controlla da sempre ma candida il meno esperto Jack,

dopo che alcune accuse e l’età hanno reso impresentabile il suo oppressivo padre Tom.

Il colpo di Harry finisce non solo in una strage in cui muore tutta la sua banda, ma pure in un incendio che brucia il denaro,

tanto che Jamal decide di chiedere un risarcimento a Veronica, cui il marito ha lasciato una bella auto e un lussuoso loft

oltre che una cassetta di sicurezza in cui è nascosto il suo quaderno degli appunti su un prossimo colpo.

Veronica decide di realizzare quella rapina e cerca di convincere le altre vedove della banda, Linda Perelli e Alice Gunner, a essere sue complici.

Widows” è basato sulla serie televisiva britannica Le vedove (1983) scritta da Lynda La Plante.

Il film “Widows” riunisce McQueen con lo studio New Regency che ha finanziato 12 Anni Schiavo.

Una curiosità riguarda il regista Steve McQueen che sostiene che Colin Farrell (Jack Mulligan) e Robert Duvall (Tom Mulligan) hanno improvvisato molte delle loro scene.

L’attrice Michelle Rodriguez, che interpreta Linda nel film, inizialmente aveva rifiutato la parte.

Dopo aver incontrato McQueen e aver discusso del film, Rodriguez alla fine ha accettato di prendere la parte, volendo sia sfidare se stessa che riflettere sulle donne della sua vita che conosceva da piccola, e che aveva sempre visto come deboli.

Questo è il primo lungometraggio di Steve McQueen come regista da “12 anni schiavo” che ha vinto il premio come miglior film agli Oscar 2014.

Secondo quanto riferito, Jennifer Lawrence è stata contattata per il ruolo di Alice, ma ha dovuto rifiutare a causa di conflitti di programmazione con le riprese di Red Sparrow (2018). E

 

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen su Italia 1 con la voce di Angelo Maggi

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen, thriller d’azione del 2019 di Ric Roman Waugh con Gerard Butler e Morgan Freeman è in programma su Italia 1.

angelo mNel cast : Gerard Butler, Morgan Freeman, Piper Perabo, Lance Reddick, Jada Pinkett Smith, Nick Nolte, Tim Blake Nelson, Chris Browning, Danny Huston, Michael Landes,

Joseph Millson, Sarah-Stephanie, Sophia Del Pizzo, Mark Arnold, Sapir Azulay, Frederick Schmidt, Mark Rhino Smith.

Angelo Maggi è la voce italiana di Danny Huston che nel film interpreta Wade Jennings.

L’agente dei Servizi segreti Mike Banning (Gerard Butler)

inizia a sentire il peso degli anni e gli acciacchi a causa delle pressioni subite lavorando per i Presidenti degli Stati Uniti.

Proprio mentre Banning attende un incarico più tranquillo,

uno stormo di droni esplosivi scende in picchiata sul Presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) in vacanza di pesca al lago.

Il capo di Stato finisce in coma e Banning e  diventa il  capro espiatorio per la congiura.

Per cercare di sfuggire sia  sia dai cospiratori che vogliono metterlo a tacere, sia dall’FBI che lo ritiene colpevole, chiede aiuto a suo padre interpretato da Nick Nolte, new entry nel cast.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen  diretto da Ric Roman Waugh  che firma anche la  sceneggiatura con Robert Mark Kamen e Matt Cook

sulla base di una storia di Creighton Rothenberger e Katrin Benedikt, basata sui personaggi creati da Rothenberger e Benedikt.

Gerard Butler è anche produttore insieme a Alan Siegel, Mark Gill, John Thompson, Matt O’Toole e Les Weldon.

Gerard Butler e Morgan Freeman sono gli unici due attori che compaiono in tutti e tre i film di “Attacco al potere”.

Morgan Freeman, con i suoi ottantuno anni al momento delle riprese, risulta uno degli attori più anziani ad   interpretare un presidente degli Stati Uniti in carica in un film.

Sebbene sia la terza puntata, è la prima volta che Morgan Freeman e Gerard Butler lavorano davvero insieme.

Il film è dedicato a John Thompson”, uno dei produttori del film, morto di leucemia nello stesso anno di questo film.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen è  costato 40 milioni di dollari e ne ha incassati nel mondo circa 146.

 

 

borghetti

Giorgio Borghetti premiato al Ciak Film Festival  

La prima edizione del Ciak Film Festival  dedicato a cortometraggi, lungometraggi, i videoclip musicali, documentari e web series si è svolta a Fiuggi Terme.

ciak film festivalIl nostro Giorgio Borghetti  riceve il premio come miglior produttore per Captain T al Ciak Film Festival.

Stefano Madonna e Alfonso Chiarenza, direttori artistici della kermesse, hanno manifestato un grande entusiasmo per come si è svolta la serata di premiazione e per gli artisti coinvolti in essa

“ Un piccolo sogno che si realizza-   dichiarano infatti  i direttori artistici- soprattutto in un momento particolare come quello attuale; ringraziamo per le tante presenze di qualità in questa prima edizione”

Premi speciali sono stati assegnati a Nina Pons, Massimiliano Bruno e Lorenzo Lavia, mentre  Peppino Mazzotta  ha ricevuto il premio come miglior attore per il cortometraggio Dove si va da qui.

Nella sezione cortometraggi, i premiati sono stati:  Giorgio Marchesi miglior attore non protagonista per La spada di gomma,

Giorgio Borghetti miglior produttore per Captain T, Elisa Visari miglior attrice protagonista per Quasi ora.

La confessione di Benedicta Boccoli trionfa come migliore scenografia e migliore sceneggiatura e, infine, Tre visi di Stefano Pesce, cha ottenuto i premi al miglior short e alla migliore regia.

Miglior attore nella sezione web series al Ciak Film Festival Adriano Pantaleo per Radical scic; Pupo ha ricevuto i premio per il miglior attore non protagonista  per All’alba perderò di Andrea Muzzi.

Star internazionale della serata è stata Gina Alice Stiebitz,  che ha  interpretato il personaggio di Franziska Doppler nella serie netflix Dark; alla Stiebitz è andata una menzione speciale.

Premi alla carriera consegnati al Ciak Film Festival per gli attori Paola Tiziana Cruciani e Claudio Botosso.

ridatemi mia moglie

Ridatemi mia moglie miniserie su sky con Fabio De Luigi

Il 13 e il 20 settembre andrà in onda su Sky Serie e in streaming su NOW  Ridatemi mia moglie, una miniserie in due episodi prodotta da Sky e Colorado Film che sarà disponibile anche on demand su Sky.

ridatemi mia moglie Protagonista è Fabio De Luigi, con Anita Caprioli, Diego Abatantuono, Carla Signoris Alessandro Betti e Diana Del Bufalo diretti da Alessandro Genovesi.

I protagonisti di Ridatemi mia moglie sono Giovanni (Fabio De Luigi) e sua moglie Chiara (Anita Caprioli), sposati ormai da tanti anni.

Il loro rapporto è logoro ma sembra che solo lei se ne accorga, mentre Giovanni è convinto che tutto proceda per il meglio.

Chiara decide di lasciarlo con una lettera, che scrive ma che poi decide di gettare nel cestino; fa le valigie e si allontana da casa.

Giovanni, ignaro di tutto, le sta preparando una festa a sorpresa per il suo compleanno. Mentre si attende la festeggiata, dentro il cestino viene ritrovata per caso la lettera.

Il povero Giovanni apprende così le intenzioni della moglie. Ma non si vuole dare per vinto, ed è intenzionato a riconquistare Chiara a tutti i costi.

Una commedia romantica era da tanto tempo che volevo farla. – dichiara il regista Genovesi – In questa sono partito dalla domanda:

Che cosa ci succede quando la persona che amiamo ci dice “non ti amo più?”

Sono sentimenti semplici che possono essere estremamente tragici e infinitamente comici.

Tutto dipende dal punto di vista con cui li viviamo, da come li guardiamo.

Qui si è scelto di guardarli da un punto di vista comico, essendo una commedia romantica.

In Ridatemi mia moglie – dice lo sceneggiatore Giovanni Bognetti il racconto viaggia tra presente e passato, e ogni momento di ricordo dei nostri protagonisti getta una luce nuova sui momenti di racconto successivi.

Ci piaceva l’idea di parlare di una relazione amorosa saltando avanti e indietro nel tempo, in modo da evidenziare le contraddizioni, le speranze e le paure che alla fine,

quando vengono sommate, danno vita ad un risultato che non è una vittoria o una sconfitta, ma un rapporto umano con tutte le sue gioie e le sue difficoltà.

Ovviamente il tutto è visto con un occhio comico e di commedia, che attraversa i vari personaggi di questo nostro micromondo.

Una sceneggiatura brillante – conclude Nils Hartmann, Senior Director Original Productions Sky Italia – , ben calibrata, diretta da un regista in grado di traghettare la qualità cinematografica su un progetto seriale come Alessandro Genovesi, cucito su misura addosso al genio comico di Fabio De Luigi:

con due talenti così in simbiosi, è forse una delle forme più italiane di divertimento pensabili.

Risulta in effetti paradossale che Ridatemi mia moglie sia l’adattamento di I Want My Wife Back, una miniserie molto inglese, un format Bbc dell’anno 2016.

Una scelta insolita stavolta, perché Sky tende di solito a puntare su progetti originali;

ma di fronte all’esito non si può che applaudire questa bravura della squadra di produzione nell’appropriarsi interamente di un concept, facendone un divertimento tutto italiano.

 

 

 

la casa di carta lavagnino

Con Andrea Lavagnino alla scoperta del mondo del doppiaggio

Andrea Lavagnino, uno dei docenti della nostra Accademia del Doppiaggio, è  la voce italiana del Professore nella serie  La casa di carta la cui quinta stagione è disponibile su Netflix da pochi giorni; lo abbiamo incontrato per conoscere il suo percorso artistico.

Come hai cominciato l’avventura nel mondo del doppiaggio?

Ho sempre amato la recitazione, rimanevo affascinato dai grandi attori che vedevo a teatro.

Ho studiato recitazione e mi sono avvicinato, abbastanza tardi rispetto agli standard, al doppiaggio intorno ai 30 anni. Sia nel teatro che nel doppiaggio ho fatto una bella gavetta.

Insegni in diverse città italiane quali diversità, punti di forza e di debolezza, hai riscontrato negli allievi delle varie città?

Amo insegnare, anzi credo che sia meglio dire che amo passare qualcosa, dare indicazioni, aiutare a fare questo mestiere che diventa sempre più complicato.

E’ difficile perché non ci sono più i maestri di un tempo; quando noi cominciavamo avevamo dei grandi direttori che ci davano consigli.

Oggi la formazione è diversa perché mentre in passato il doppiatore era un attore di cinema o di teatro che prestava la sua voce al doppiaggio, oggi esiste il doppiatore che nasce doppiatore.

I ragazzi di oggi  sono un po’ pigri lo riscontro in generale nelle varie città o comunque anche nelle persone  che frequento.

I giovani attori  vogliono essere pronti senza esserlo perché il doppiaggio attualmente si fa in poco tempo quindi loro pensano di poter fare bene velocemente, ma non è così.

A volte neanche noi che facciamo questo lavoro da tempo lo facciamo bene perché il tempo è  troppo poco.

Poi, ovviamente, ci sono dei talenti e anche io ne ho  incontrati diversi nel corso di questi anni; il problema è che se il talento rimane talento e basta non si va da nessuna parte, invece se il talento viene sfruttato bene cambiano le carte in tavola

Quanto è difficile doppiare e quali differenze esistono nel doppiare attori che parlano inglese e quelli che parlano altre lingue.

Doppiare  è un mestiere antico e per questo difficile quando c’è la tradizione di mezzo c’è sempre qualche difficoltà.

Il doppiaggio è un’alchimia bisogna essere in grado di entrare in sintonia totale con il personaggio che stai doppiando seguendone tutte le pieghe e

per fare questo ripeto ci vorrebbe tanto tempo e il tempo è  sempre di meno;

per questo a volte i doppiaggi  sono fatti male o comunque non come dovrebbero essere fatti.

Ovviamente se tu hai un po’ di familiarità con una certa lingua riesci a seguire o comunque sapere dov’è la parola che sta dicendo quell’attore  in quel momento,

certo quelle lingue  che sono proprio lontane da noi, come il giapponese, rendono tutto un po’ più complesso.

La casa di carta: tu sei la voce del Professore, uno splendido personaggio, ci parli di questo impegno?

La casa di Carta è stato un successo planetario, una cosa  completamente inaspettata anche per noi;

non avevamo idea di che cosa stavamo per fare quando siamo entrati in sala la prima volta, ma tutti ci siamo resi conto che  era qualcosa di diverso,  di strano, di potenzialmente magico.

Dopo i primi turni abbiamo capito, io e i colleghi che hanno fatto questa esperienza con me che era qualcosa di bello e affascinante, e doppiare il Professore, interpretato dall’attore Alvaro Morte, è stato un privilegio.

Con il Professore abbiamo anche delle cose in comune, e mi trovo molto bene a doppiare questo personaggio.

Mi sono divertito molto devo dire la verità, mi sto divertendo molto e ancora non è finita la situazione e quindi sono  felice di continuare questa avventura.

Un cast che fa sognare quello della Casa di carta prevedi una sesta serie?

Non ci sarà una sesta stagione  della Casa di carta, le  5 puntate che usciranno il 3 dicembre saranno le ultime. Finirà la serie  ma si parla di possibili spin-off di qualche personaggio.

Hai una vastissima esperienza ma hai un personaggio a cui sei affezionato in particolare?

Devo premettere che noi doppiatori abbiamo una memoria molto corta perché facciamo talmente tanta roba,

infatti abbiamo tre turni se non quattro al giorno e ovviamente ogni turno che facciamo è  una lavorazione diversa,

che ci ricordiamo solo le cose che ci sono rimaste più addosso.

Sono legato ovviamente al Professore de La casa di carta. L’attore l’ho doppiato in altre situazioni.

Forse il personaggio a cui sono più legato è stato Richard Castle nella serie Castle andata in onda per  otto stagioni, è stata una serie che è andata anche molto bene ed ha avuto un grande successo .

A cosa stai lavorando sia come attore che come doppiatore?

Progetti ce ne sono tantissimi ma non posso parlarne; oggi firmiamo delle liberatorie che a volte  sembrano dei volumi della Divina Commedia e non posso parlare ma ci sono tante belle cose  in programma anche in film  che usciranno tra fine settembre e  primi di ottobre.

Progetto, forse, anche un mio ritorno  sulle scene da attore ma sono cose  che, anche per scaramanzia, preferisco non  raccontare.