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american rust

“American Rust” serie tratta dal bestseller di Philipp Meyer con Jeff Daniels

 American Rust  è la serie americana  tratta dal best seller di Philipp Meyer al debutto su Sky.

american rustProtagonisti di American Rust sono Jeff Daniels, vincitore dell’Emmy Award come miglior attore protagonista per The Newsroom, e Maura Tierney.

Nel cast inoltre sono presenti: da Bill Camp , David Alvarez , Alex Neustaedter , Julia Mayorga, Mark Pellegrino e Rob Yang.

American Rust  è prodotta per SHOWTIME da Dan Futterman, Jeff Daniels, Michael De Luca , Adam Rapp , Paul Martino  e Katie O’Connell Marsh.

American Rust è un dramma familiare che è anche il racconto universale e senza tempo di come il desiderio di avere un futuro migliore debba fare i conti con la realtà,

Una storia di sopravvivenza in 9 episodi raccontata dal punto di vista del protagonista Del Harris (Jeff Daniels), il capo della polizia in una piccola comunità della parte più industriale della Pennsylvania.

Nella zona conosciuta come Rust Belt, la famigerata “Cintura della Ruggine”, e più precisamente nel sud ovest della Pennsylvania,

il problematico e compromesso capo della polizia locale Del Harris si ritrova per le mani un caso piuttosto scottante che è destinato a mettere a dura prova la sua vita privata,

oltre che la vita della piccola comunità di cui fa parte.

Una comunità piena di segreti e di “brave persone” che per un motivo o per l’altro si ritrovano a fare scelte sbagliate.

Sembra, infatti, che il figlio della donna che ama sia colpevole di un efferato omicidio.

Cosa sceglierà di fare Del, un uomo, oltre che un rappresentante della legge, ben consapevole che l’idealismo poco si adatta alla realtà,

specialmente in quella zona degli USA che sembra sia stata dimenticata da tutto e da tutti?

In cosa sperare quando anche il Sogno Americano ormai non è diventato altro che un cumulo di polvere?

American Rust debutta in prima visione su Sky Atlantic e in streaming su NOW il 25 ottobre alle 21.15.

decumano maximo

Decumano Maximo il film di Alessio Consorte con la voce di Christian Iansante

 

 Decumano Maximo il nuovo film-dossier diretto dal regista pescarese Alessio Consorte,

coprodotto da CF Studio, dalla Fondazione Pescarabruzzo e dallo stesso regista

sarà proiettato in prima nazionale  a Pescara al cinema Massimo il 21 ottobre alle 21.

decumano maximoChristian Iansante è una delle voci di  Decumano Maximo.

«L’origine del nome Italia fa ovviamente gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio – spiega il regista Alessio Consorte -.

Qui fu fatto il primo giuramento proto-italiano.

Oggi la vulgata vuole che le nostre radici nazionali siano in Calabria:

ma il cuore italico batteva nell’Appennino, e nella nostra regione, solo successivamente quelle genti e quei guerrieri sono scesi a sud».

 Decumano Maximo è un docufilm nevralgico e innovativo, girato soprattutto in Abruzzo, con spettacolari riprese aeree e una minuziosa ricostruzione storica, e sul campo, lunga cinque anni.

Consorte  porta lo spettatore  sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana.

I lavoro di Consorte è stato lungo e  faticoso; il regista  ha raccolto e verificato centinaia di testimonianze, intervistando,

tra l’altro, eccellenze dell’archeologia nazionale, docenti universitarie grandi esperti della storia e della lingua pre-romane.

Nell’antica Roma, il Decumano costituiva la via principale di attraversamento della penisola da est a ovest.

Prendendo idealmente le mosse dal tracciato della mitica via Valeria, il mediometraggio (la durata è di 67 minuti)

è un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della misconosciuta Guerra sociale,

il conflitto epocale che vide opporsi, dal 91 all’88 a.C., le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma.

Contro il suo dominio indiscriminato, il suo giogo, il suo centralismo di rado illuminato.

Gli italici erano alla stregua di cittadini di seconda classe, e rivendicavano gli stessi diritti dei parigrado romani; o perlomeno, una loro integrazione sostanziale, non di facciata.

Non a caso, sulle monete italiche dell’epoca è raffigurato un toro (simbolo italico) intento ad azzannare una lupa, l’effigie romana per antonomasia.

Furono proprio i nostri fieri e coraggiosi antenati abruzzesi, i Marsi, a decidere di marciare sulla via Valeria, giungendo alle porte di Roma.

Oltre a loro, si fecero valere gli altri intrepidi popoli italici radicati nella nostra regione:

gli Equi, i Peligni, i Vestini, i Marrucini, i Pretuzi, i Frentani, i Carricini, federati coi vicini Sanniti, Piceni, Irpini, Sabini, Lucani.

La guerra, molto sanguinosa, si concluse con la vittoria (ottenuta con machiavellica diplomazia) dei romani.

Ciò non toglie che era stato proprio l’Abruzzo l’epicentro, il set di questa pluriennale ed epica battaglia, che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia d’Italia.

Interessante notare la presenza nella pellicola  di rivelazioni inedite sulla genesi del guerriero di Capestrano,

emerso in epoca fascista, nonché interessanti scoperte di matrice astrologica.

Decumano Maximo  è un lavoro di notevole spessore.

Per la realizzazione del quale, inoltre, va sottolineata la stretta collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo per la recente scoperta sul Solstizio

che interessa l’Anfiteatro Flavio e con il funzionario archeologo del comune di Roma Antonio Insalago.

 

 

 

 

 

marylin ha gli occhi neri

Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano con Stefano Accorsi e Miriam Leone

Marilyn ha gli occhi neri è il film di Simone Godano con Stefano Accorsi e Miriam Leone in uscita il 14 ottobre al cinema per 01distribution.

Lui non sa mentire, lei sa solo mentire. Una coppia improbabile alle prese con un progetto impossibile.

Clara (Miriam Leone) è talmente brava a mentire che è la prima a credere alle sue bugie. Vitale e caotica, ha qualche problema a tenere a freno le sue pulsioni.

Diego (Stefano Accorsi) è il suo esatto contrario, un uomo provato dagli eventi, con varie psicosi e continui attacchi d’ira. Si ritrovano in un Centro Diurno per il rehab di persone disturbate.

La prova che li attende sembra impossibile: devono gestire un ristorante del Centro evitando qualsiasi conflitto con il resto del gruppo.

Peccato che non abbiano alcun tipo di attitudine per le imprese di successo.

Ma i due inizieranno presto a scoprire che l’unione può portare a risultati incredibili. E chissà, magari anche all’amore.

Marilyn ha gli occhi neri è la storia di due emarginati – dice il regista Godano –

La follia umana – o meglio la diversità – è un qualcosa che mi ha sempre affascinato, sin
dalle prime letture della mia infanzia.

Credo che nel leggere un libro o nel vedere un film con protagonisti pazzi ci sia una forma di immedesimazione diversa da tutte le altre, molto personale ed intima

Lo spunto di questa storia viene da un fatto realmente accaduto.

Siamo a Londra, un ragazzo che ha perso il lavoro crea il The Shed at Dulwich, un locale che non esiste. In soli due mesi, grazie al suo talento nelle recensioni e al mistero che avvolge il locale, diventa il primo ristorante di Londra su Tripadvisor,

scalando ben 14mila posizioni. 

Ogni giorno centinaia di persone scrivono di avere frequentato il suo ristorante e aver vissuto un’esperienza unica e irripetibile.

Recensioni con dettagli di prelibati piatti mangiati, di concerti jazz. Peccato che nessun cliente

abbia mai mangiato lì e nessun musicista ci abbia mai suonato.

Questa storia è lo specchio di una società che vive di immagini, di fake news, di superficialità,

di social e di seguito di massa. Questa storia ci è sembrata molto attuale.

Su questo spunto abbiamo pensato di costruire il racconto di due anime alla derivaa follia umana, o meglio la diversità , – dice il regista Godano – è un qualcosa che mi ha sempre affascinato, sin dalle prime letture della mia infanzia.

Lo spunto di questa storia viene da un fatto realmente accaduto.

Siamo a Londra, un ragazzo che ha perso il lavoro decide di prendersi gioco del mondo che lo ha rifiutato. in Marylin ha gli occhi neri.

Molto bravi I protagonisti del film 

 

I protagonisti di Marilyn ha gli occhi neri – continua Godano – sono la vera differenza.

Dai compagni di viaggio di Stefano e Miriam capaci di raccontare la follia con tenerezza e ironia.

Fino ad arrivare a loro, Miriam e Stefano.

Due attori che si sono messi in gioco in tutto e per tutto, senza paura, senza freni, che si sono

trasformati, imbruttiti.

Miriam a cui ho levato la sua arma più potente, i suoi occhi verdi e il suo fascino magnetico.

Ricordo perfettamente il momento in cui ha messo le lenti scure per la prima volta.

Si è guardata allo specchio per dieci minuti. Si fissava, si scrutava, si vedeva letteralmente con

altri occhi. Quando si è girata abbiamo capito che quella era Clara.

Stefano ha fatto un qualcosa di unico. È riuscito a rendere tenero un personaggio

apparentemente respingente. Ad essere sempre credibile, mai sopra le righe, nonostante il suo

Diego fatichi a parlare, a stare al mondo, perché balbuziente e pieno di tic.

Non volevamo mezze cose, non volevamo personaggi ibridi, ci siamo presi un rischio e ci siamo goduti il viaggio.

Marilyn ha gli occhi neri è un film compatto che parla di caos interiore.

Un film ironico e drammatico al tempo stesso, vero e sincero.

È anche un viaggio alla ricerca della felicità perduta, di una felicità che va condivisa con chi

ti riconosce e accetta per quello che sei.

vice

 “Vice – L’uomo nell’ombra” su Rai 3 con la voce di Iansante

 “Vice – L’uomo nell’ombra”, dramma biografico del 2018 di Adam McKay in onda su Rai 3.

viceSam Rockwell è George W. Bush. La voce italiana di Rockwell è Christian Iansante.

Il Premio Oscar Christian Bale, in Vice  guida di un cast stellare che include il candidato agli Oscar Steve Carell, nel ruolo dell’affabile ma severo Donald Rumsfeld,

la candidata agli Oscar Amy Adams, nei panni della moglie di Cheney e il  già citato premio Oscar Sam Rockwell, nel ruolo di George W. Bush.

La brillante carriera politica di Dick Cheney, che da oscuro manager di una società privata con un passato da alcolista scalò molte posizioni di potere fino a ad arrivare alla seconda poltrona più importante degli Stati Uniti.

Divenuto vice presidente al fianco di George W. Bush, concentrò nelle sue mani una quantità di potere come mai era successo prima in quel ruolo. Il film ha vinto un Premio Oscar e un Golden Globe.

Il titolo originale di Vice era “Backseat”.

Vice è stato candidato a 8 Premi Oscar:  miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior trucco, miglior attore (Christian Bale), miglior attore non protagonista (Sam Rockwell), migliore attrice (Amy Adams).

Il film ha vinto una statuetta per il Miglior trucco e acconciatura a Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney.

Il film ha vinto un Golden Globe al Miglior attore in un film commedia o musicale assegnato a Christian Bale.

Christian Bale per il ruolo è ingrassato di 20 chili, si è rasato la testa, si è sbiancato le sopracciglia e si è esercitato per ispessire il collo per il suo ruolo di Cheney.  Bale ha rivelato, inoltre,  che per “Vice” ha utilizzato per la prima volta un nutrizionista per aiutarlo con l’aumento di peso.

La più grande preoccupazione fisica di Sam Rockwell era il modo di parlare “a labbra in avanti” di George W. Bush. Ciò ha richiesto una protesi nella regione della bocca, oltre al naso completamente protesico che indossava per il film.

Vice riunisce gran parte del cast e della troupe che hanno lavorato a La grande scommessa (2015), tra cui il regista Adam McKay, gli attori Christian Bale e Steve Carell e il produttore Brad Pitt.

.Naomi Watts fa un cameo ricorrente nel film come una conduttrice di news conservatrice. Il successivo ruolo di Watts dopo questo film è stato quello di interpretare la vera conduttrice di news Gretchen Carlson nella miniserie tv The Loudest Voice (2019). Watts ha anche interpretato l’agente della CIA Valerie Plame Wilson in Fair Game – Caccia alla spia (2010), a cui si fa riferimento ma non si vede in questo film.

Christian Bale e Amy Adams hanno già lavorato insieme in The Fighter (2010) e American Hustle – L’apparenza inganna (2013).

“Vice” segna la quarta collaborazione tra l’attore Steve Carell e il regista Adam McKay. Le precedenti collaborazioni sono Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy (2004), Anchorman 2 – Fotti la notizia (2013) e La grande scommessa (2015).

Per la sua interpretazione di George W. Bush in questo film, Sam Rockwell è diventato il settimo attore a ricevere una nomination all’Oscar per aver interpretato un vero presidente degli Stati Uniti,

Christian Bale è diventato il primo attore ad essere nominato al premio Oscar per aver interpretato un vero vicepresidente.

È il secondo film cinematografico a rappresentare la presidenza di George W. Bush, dopo W. (2008) di Oliver Stone.

La figlia di Dick, Liz Cheney, ha duramente criticato la pellicola, e in particolar modo Christian Bale, che durante il suo discorso di ringraziamento sul palco dei Golden Globe ha indicato Satana come fonte di ispirazione per interpretare Dick Cheney.

Dick Cheney stesso, secondo quanto rivelato da Bale, ha inoltre inviato un insulto personale all’attore tramite la madre di un compagno di scuola del figlio.

Vice ha incassato 76 milioni di dollari da un budget di 60 milioni di dollari.

space jam new legend

Space Jam: New Legends al cinema con le voci di Lavagnino e Angrisano

Space Jam: New Legends (Space Jam: A New Legacy) è un film 2021 diretto da Malcolm D. Lee. Si tratta de sequel  di Space Jam (1996) pellicola di enorme successo.

Nel film Space Jam: New Legends  Andrea Lavagnino è la voce di Al-G Rhythmo mentre  Alberto Angrisano è quelal di Foghorn Leghorn.

In Space Jam: New Legends, 25 anni dopo il primo Space Jam, LeBron James prende il posto di Michael Jordan e scende sul parquet più assurdo e comico del cinema americano per vivere un’avventura che saccheggia l’intero archivio della Warner.

Le riprese  del film  sono iniziate il 25 giugno 2019 e sono terminate il 16 settembre dello stesso anno.

LeBron James, il campione NBA e icona globale, vive un’epica avventura a fianco dell’intramontabile Bugs Bunny.

Fino a che punto possano arrivare alcuni genitori per creare un legame con i propri figliI

Bisogna andare a vedere Space Jam: New Legends per capirlo.

Quando LeBron e il suo giovane figlio Dom vengono intrappolati in uno spazio digitale da una malvagia Intelligenza Artificiale,

LeBron farà di tutto per tornare a casa sani e salvi guidando Bugs, Lola Bunny e l’intera banda dei notoriamente indisciplinati Looney Tunes verso la vittoria, sul campo di gioco, contro i campioni digitalizzati dell’Intelligenza Artificiale:

una super potente squadra di basket piena di professionisti all stars mai vista prima.

Tunes contro Goons nella sfida con la posta in gioco più alta della sua vita, che ridefinirà il legame tra LeBron e suo figlio, mettendo in luce il potere di essere se stessi.

In Space Jam: New Legends  appaiono svariati giocatori e giocatrici di pallacanestro, impegnati in piccoli ruoli i semplici cameo:

per la National Basketball Association Klay Thompson, Anthony Davis, Damian Lillard, Chris Paul, Draymond Green, Kyle Kuzma,

mentre per la Women’s National Basketball Association Diana Taurasi, Nneka Ogwumike e Chiney Ogwumike.

Il budget del film è stato di 183,7 milioni di dollari, ma grazie all’agevolazione fiscale di 23,8 milioni dello stato della California, il costo finale della produzione è stato di 161,9 milioni.

Gli effetti visivi del film sono stati curati dalla Industrial Light & Magic.

All’animazione della pellicola hanno lavorato Tony Bancroft, Spike Brandt, Dan Haskett, Matt Williames e Ole Loken.

 

sir 2 iansante

Sir è il cortometraggio diretto da Ravallese interpretato da Iansante

In lavorazione il cortometraggio Sir;

dopo il successo de Il vestito torna la coppia composta dal regista Maurizio Ravallese e dal doppiatore ed attore Christian Iansante.

sir iansanteIl vestito, scritto e diretto da Maurizio Ravallese, co-prodotto col giovane cineasta Emanuele Pisano,

candidato ai David di Donatello per “L’oro di famiglia”,  ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo

La storia ruota attorno a un incrocio di destini: un giovane immigrato (Danilo Arena), alla ricerca di un abito nuziale, ruba un completo ad uno sposo appena abbandonato all’altare (Christian Iansante).

Per espiare la sua colpa, il ragazzo dovrà vendicare l’uomo che ha derubato.

Il vestito  prodotto dalla Pathos Distribution, ha conquistato: premiato al Giffoni Young come Miglior Corto Drammatico,

ha ottenuto molto successo all’International Nollywood Film Festival di Toronto, il South African Film Festival, il Buenos Aires Film Festival, il Buffalo Film Festival e il Reeling di Chicago,

vincitore inoltre al Falcon di Londra, al Firenze Film Corti, al Queen Palm Festival, al Buffalo Film Festival.

Molte soddisfazioni anche per Christian Iansante, attore non protagonista del corto, che ha ricevuto tre premi.

In Sir Iansante è il protagonista.

In sir – dice  il regista Ravallese – si parlerà di un guaritore, che vive in mezzo alla montagna, dotato di poteri straordinari, ma affetto dalla cosiddetta maledizione del guaritore:

non riesce ad utilizzare il proprio potere per salvare la moglie ammalata. Ma i miracoli sono doni ereditari.

In questo cortometraggio, Sir, – dichiara Iansante –  sono il protagonista ,  è un film sulle credenze popolari che ancora sono molto diffuse nonostante siamo quasi nel 2022.

Interpreto un santone, capace di guarire chiunque  tranne la moglie che sta per morire.

Un bel lavoro in cui sono un personaggio con capelli bianchi lunghi, con un’ unghia nera, lunga, quella del mignolo sinistro perchè l’unghia lunga è simbolo di potere;

in effetti anche i mafiosi portano l’unghia lunga per dimostrare che loro non si sporcano le mani.

Anche in Sir ci sarà il tipico colpo di scena dei corti che, ovviamente, non svelo adesso.

Non parlo molto nel corto tranne in una scena con un mafioso che vuole essere guarito che convincerò, proprio con un lungo dialogo,  del fatto che se vuole guarire deve rinunciare a tutto il suo potere.

Ci sono molte scene di azione più che dei dialoghi,  questo Sir è un lavoro intenso.

 

 

 

il drago argentato

Il drago argentato con la voce di Andrea Lavagnino

Il drago argentato è un film di genere Animazione del 2020 diretto da Tomer Eshed con Thomas Brodie-Sangster e Felicity Jones.

il drago argentatoIl drago argentato è basato sul libro Dragon Rider ideato dalla scrittrice di libri per bambini Cornelia Funke, la versione Netflix è diretta dal pluripremiato animatore Tomer Eshed.

Filo di Ragno ha la voce di Andrea Lavagnino

Il cast di Il drago argentato è composto da Thomas Brodie-Sangster, Felicity Jones, Freddie Highmore, Patrick Stewart, Nonso Anozie, Sanjeev Bhaskar, Meera Syal, Stephen Hogan

Quando il suo mondo è minacciato dagli umani, un giovane drago decide di cercare un mitico paradiso dove la sua specie può vivere in pace e volare in libertà.

Lung, un giovane drago argentato, non intende più vivere nascosto nella valle dove i suoi simili sono stati costretti a rifugiarsi.

Egli pensa che la sua imponenza non possa impedirgli di trovare orgogliosamente il suo posto nel mondo, e decide così di organizzarsi diversamente.

Con il sostegno di Fiore di Zolfo, un delicato spirito di montagna, e del vivace orfano Ben, Lung intraprende un viaggio che dovrà spalancargli nuove frontiere.

Attraverso l’Himalaya, i tre andranno alla ricerca della leggendaria Terra ai Confini del Cielo, un luogo nel quale tutti i draghi possono vivere senza la presenza degli esseri umani.

Sarà anche la terra della felicità che Lung sta animatamente agognando?

La produzione del film è iniziata nel 2017.

Breve uscita nelle sale nel 2020, ma poi a causa della pandemia di COVID-19 tutto si è fermato.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen su Italia 1 con la voce di Angelo Maggi

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen, thriller d’azione del 2019 di Ric Roman Waugh con Gerard Butler e Morgan Freeman è in programma su Italia 1.

angelo mNel cast : Gerard Butler, Morgan Freeman, Piper Perabo, Lance Reddick, Jada Pinkett Smith, Nick Nolte, Tim Blake Nelson, Chris Browning, Danny Huston, Michael Landes,

Joseph Millson, Sarah-Stephanie, Sophia Del Pizzo, Mark Arnold, Sapir Azulay, Frederick Schmidt, Mark Rhino Smith.

Angelo Maggi è la voce italiana di Danny Huston che nel film interpreta Wade Jennings.

L’agente dei Servizi segreti Mike Banning (Gerard Butler)

inizia a sentire il peso degli anni e gli acciacchi a causa delle pressioni subite lavorando per i Presidenti degli Stati Uniti.

Proprio mentre Banning attende un incarico più tranquillo,

uno stormo di droni esplosivi scende in picchiata sul Presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) in vacanza di pesca al lago.

Il capo di Stato finisce in coma e Banning e  diventa il  capro espiatorio per la congiura.

Per cercare di sfuggire sia  sia dai cospiratori che vogliono metterlo a tacere, sia dall’FBI che lo ritiene colpevole, chiede aiuto a suo padre interpretato da Nick Nolte, new entry nel cast.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen  diretto da Ric Roman Waugh  che firma anche la  sceneggiatura con Robert Mark Kamen e Matt Cook

sulla base di una storia di Creighton Rothenberger e Katrin Benedikt, basata sui personaggi creati da Rothenberger e Benedikt.

Gerard Butler è anche produttore insieme a Alan Siegel, Mark Gill, John Thompson, Matt O’Toole e Les Weldon.

Gerard Butler e Morgan Freeman sono gli unici due attori che compaiono in tutti e tre i film di “Attacco al potere”.

Morgan Freeman, con i suoi ottantuno anni al momento delle riprese, risulta uno degli attori più anziani ad   interpretare un presidente degli Stati Uniti in carica in un film.

Sebbene sia la terza puntata, è la prima volta che Morgan Freeman e Gerard Butler lavorano davvero insieme.

Il film è dedicato a John Thompson”, uno dei produttori del film, morto di leucemia nello stesso anno di questo film.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen è  costato 40 milioni di dollari e ne ha incassati nel mondo circa 146.

 

 

borghetti

Giorgio Borghetti premiato al Ciak Film Festival  

La prima edizione del Ciak Film Festival  dedicato a cortometraggi, lungometraggi, i videoclip musicali, documentari e web series si è svolta a Fiuggi Terme.

ciak film festivalIl nostro Giorgio Borghetti  riceve il premio come miglior produttore per Captain T al Ciak Film Festival.

Stefano Madonna e Alfonso Chiarenza, direttori artistici della kermesse, hanno manifestato un grande entusiasmo per come si è svolta la serata di premiazione e per gli artisti coinvolti in essa

“ Un piccolo sogno che si realizza-   dichiarano infatti  i direttori artistici- soprattutto in un momento particolare come quello attuale; ringraziamo per le tante presenze di qualità in questa prima edizione”

Premi speciali sono stati assegnati a Nina Pons, Massimiliano Bruno e Lorenzo Lavia, mentre  Peppino Mazzotta  ha ricevuto il premio come miglior attore per il cortometraggio Dove si va da qui.

Nella sezione cortometraggi, i premiati sono stati:  Giorgio Marchesi miglior attore non protagonista per La spada di gomma,

Giorgio Borghetti miglior produttore per Captain T, Elisa Visari miglior attrice protagonista per Quasi ora.

La confessione di Benedicta Boccoli trionfa come migliore scenografia e migliore sceneggiatura e, infine, Tre visi di Stefano Pesce, cha ottenuto i premi al miglior short e alla migliore regia.

Miglior attore nella sezione web series al Ciak Film Festival Adriano Pantaleo per Radical scic; Pupo ha ricevuto i premio per il miglior attore non protagonista  per All’alba perderò di Andrea Muzzi.

Star internazionale della serata è stata Gina Alice Stiebitz,  che ha  interpretato il personaggio di Franziska Doppler nella serie netflix Dark; alla Stiebitz è andata una menzione speciale.

Premi alla carriera consegnati al Ciak Film Festival per gli attori Paola Tiziana Cruciani e Claudio Botosso.

ridatemi mia moglie

Ridatemi mia moglie miniserie su sky con Fabio De Luigi

Il 13 e il 20 settembre andrà in onda su Sky Serie e in streaming su NOW  Ridatemi mia moglie, una miniserie in due episodi prodotta da Sky e Colorado Film che sarà disponibile anche on demand su Sky.

ridatemi mia moglie Protagonista è Fabio De Luigi, con Anita Caprioli, Diego Abatantuono, Carla Signoris Alessandro Betti e Diana Del Bufalo diretti da Alessandro Genovesi.

I protagonisti di Ridatemi mia moglie sono Giovanni (Fabio De Luigi) e sua moglie Chiara (Anita Caprioli), sposati ormai da tanti anni.

Il loro rapporto è logoro ma sembra che solo lei se ne accorga, mentre Giovanni è convinto che tutto proceda per il meglio.

Chiara decide di lasciarlo con una lettera, che scrive ma che poi decide di gettare nel cestino; fa le valigie e si allontana da casa.

Giovanni, ignaro di tutto, le sta preparando una festa a sorpresa per il suo compleanno. Mentre si attende la festeggiata, dentro il cestino viene ritrovata per caso la lettera.

Il povero Giovanni apprende così le intenzioni della moglie. Ma non si vuole dare per vinto, ed è intenzionato a riconquistare Chiara a tutti i costi.

Una commedia romantica era da tanto tempo che volevo farla. – dichiara il regista Genovesi – In questa sono partito dalla domanda:

Che cosa ci succede quando la persona che amiamo ci dice “non ti amo più?”

Sono sentimenti semplici che possono essere estremamente tragici e infinitamente comici.

Tutto dipende dal punto di vista con cui li viviamo, da come li guardiamo.

Qui si è scelto di guardarli da un punto di vista comico, essendo una commedia romantica.

In Ridatemi mia moglie – dice lo sceneggiatore Giovanni Bognetti il racconto viaggia tra presente e passato, e ogni momento di ricordo dei nostri protagonisti getta una luce nuova sui momenti di racconto successivi.

Ci piaceva l’idea di parlare di una relazione amorosa saltando avanti e indietro nel tempo, in modo da evidenziare le contraddizioni, le speranze e le paure che alla fine,

quando vengono sommate, danno vita ad un risultato che non è una vittoria o una sconfitta, ma un rapporto umano con tutte le sue gioie e le sue difficoltà.

Ovviamente il tutto è visto con un occhio comico e di commedia, che attraversa i vari personaggi di questo nostro micromondo.

Una sceneggiatura brillante – conclude Nils Hartmann, Senior Director Original Productions Sky Italia – , ben calibrata, diretta da un regista in grado di traghettare la qualità cinematografica su un progetto seriale come Alessandro Genovesi, cucito su misura addosso al genio comico di Fabio De Luigi:

con due talenti così in simbiosi, è forse una delle forme più italiane di divertimento pensabili.

Risulta in effetti paradossale che Ridatemi mia moglie sia l’adattamento di I Want My Wife Back, una miniserie molto inglese, un format Bbc dell’anno 2016.

Una scelta insolita stavolta, perché Sky tende di solito a puntare su progetti originali;

ma di fronte all’esito non si può che applaudire questa bravura della squadra di produzione nell’appropriarsi interamente di un concept, facendone un divertimento tutto italiano.