La caduta della casa degli Usher è una miniserie televisiva creata da Mike Flanagan per Netflix.
Mike Flanagan firma il soggetto e la sceneggiatura di La caduta della casa degli Usher con Justina Ireland, Dani Parker, James Flanagan, Emmy Grinwis, Rebecca Klingel e Killeen Gavin.
La caduta della casa degli Usher è prodotta da Intrepid Pictures in associazione con Netflix Television.
I produttori esecutivi sono:
Mike Flanagan, Trevor Macy, Emmy Grinwis e Michael Fimognari,
quest’ultimo impegnato anche alla regia di quattro degli otto episodi che compongono la serie, affiancando Flanagan dietro la macchina da presa.
Il cast principale è composto da:
Bruce Greenwood, Mary McDonnell, Carla Gugino, Carl Lumbly e Mark Hamill,
Kate Siegel, Rahul Kohli, Samantha Sloyan, T’Nia Miller, Willa Fitzgerald, Henry Thomas, Sauriyan Sapkota, Matt Biedel, Kyliegh Curran e Paola Nuñez.
Benedetta Degli Innocenti è la voce italiana di Kate Siegel che nella serie è Camille L’Espanaye.
La narrazione prende le mosse da una notte cupa e temporalesca, in cui Roderick Usher, ormai anziano e distrutto, invita il suo rivale di lunga data, l’avvocato Auguste Dupin, nella casa d’infanzia per confessare i propri crimini.
La dinastia Usher ha edificato un impero economico inattaccabile e privo di scrupoli morali grazie alla Fortunato Pharmaceuticals, azienda responsabile dell’epidemia di dipendenza da oppioidi che dilania il Paese.
Tuttavia, nell’arco di una sola settimana, tutti e sei i figli di Roderick sono morti uno dopo l’altro in circostanze tragiche, bizzarre e violente.
Il racconto si snoda attraverso un lungo flashback in cui la cupidigia, il cinismo e la depravazione della famiglia si scontrano con una presenza enigmatica e ineluttabile.
Inoltre, ogni morte riflette la condotta morale e le debolezze dei singoli eredi, trasformando il dramma familiare in un giudizio universale sull’ambizione cieca e sul prezzo del successo ad ogni costo.
Sullo sfondo emerge un antico e oscuro patto stipulato nella notte di Capodanno del 1979, le cui conseguenze esigono ora un saldo inevitabile e sanguinoso.
Da notare che la lavorazione della serie è stata segnata da una complessa sfida produttiva:
soprattutto il ruolo di Roderick Usher era stato inizialmente affidato a Frank Langella, ma a riprese già avanzate l’attore è stato licenziato a seguito di un’indagine interna per comportamenti impropri sul set.
In seguito Mike Flanagan ha dovuto sostituirlo con Bruce Greenwood,
rigirando da capo tutte le scene del protagonista con ritmi serrati per non compromettere il calendario della produzione.
La preparazione degli interpreti e della troupe ha richiesto un minuzioso lavoro di coordinamento per adattare i testi ottocenteschi di Poe al contesto aziendale moderno.
Mike Flanagan, spiegando la genesi del progetto dice:
«Poe non ha mai vissuto per vedere una multinazionale del genere farmaceutico,
ma ha compreso perfettamente l’ingordigia e l’arroganza delle élite.
L’orrore di Poe era radicato nella decadenza della nobiltà e della mente umana.
Trasportarlo nell’America contemporanea significa mostrare come la vera mostruosità moderna
risieda nell’assenza di empatia di chi accumula ricchezza a spese del dolore altrui».
Carla Gugino sul suo personaggio afferma:
«Non è il diavolo e non è semplicemente malvagia.
È la personificazione del destino e del karma.
Dice agli Usher: “Avete avuto la possibilità di scegliere, avete fatto una transazione e ora è il momento di saldare il conto”.
La cosa affascinante è che Verna non prova odio;
prova quasi una tragica compassione per come gli esseri umani
finiscano per distruggersi da soli con le proprie mani».
Bruce Greenwood sul complesso lavoro psicologico fatto per entrare nella mente del patriarca Roderick Usher dice:
«Roderick non si considera un uomo cattivo, ed è questo che lo rende terribile.
Giustifica ogni sua atroce decisione convincendosi che sia stata necessaria per proteggere la famiglia e il suo impero.
Parlare con la morte davanti a un bicchiere di cognac è la sua sola via di fuga,
ma non c’è redenzione per chi ha venduto l’anima prima ancora di rendersene conto».
Kate Siegel sul cinismo dei figli della dinastia Usher e in particolare del suo personaggio dichiara:
«In questa storia non ci sono vittime innocenti tra gli eredi Usher.
Ognuno di loro ha convertito un privilegio in un’arma di manipolazione.
Interpretarli significa mostrare cosa accade quando la fame di approvazione paterna e di potere prosciuga ogni briciolo di umanità».

