Tag: ethan hawke

rapina a stoccolma

Rapina a Stoccolma di Budreau con Ethan Hawke e Thorbjørn Harr con le voci di Borghetti e Lavagnino

Rapina a Stoccolma (Stockholm) è il film scritto e diretto da Robert Budreau.

Rapina a Stoccolma, basato sull’articolo del New Yorker scritto da Daniel Lang,

racconta le vicende della rapina alla Sveriges Kredit Bank di Stoccolma avvenuta nel 1973.

Nel cast di Rapina a Stoccolma ci sono: Ethan Hawke, Noomi Rapace, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Bea Santos, Thorbjørn Harr.

rapina a stoccolmaGiorgio Borghetti è la voce italiana di Ethan Hawke che nel film è Kaj Hansson / Lars Nystrom

Andrea Lavagnino è la voce italiana di  Thorbjørn Harr che nel film è  Christopher Lind

Stoccolma, 1973. Lars Nystrom, un rapinatore alquanto eccentrico, irrompe nella banca centrale e

prende in ostaggio alcuni impiegati per costringere la polizia a scarcerare il suo amico Gunnar.

Con i suoi modi bizzarri, Lars riesce ad accattivarsi le simpatie e l’aiuto dei suoi sequestrati,

soprattutto di Bianca, moglie e madre di due bambini.

Il paradossale rapporto tra Lars e i suoi ostaggi ha dato origine al fenomeno noto come “Sindrome di Stoccolma”.

Vale la pena ricordare cosa è la sindrome di Stoccolma.

Si tratta di un particolare stato psicologico che può interessare le vittime di un sequestro o di un abuso ripetuto, i quali, in maniera apparentemente paradossale,

cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento.

Conrad Hassel, agente speciale dell’FBI, ha usato per primo l’espressione in seguito ad un episodio avvenuto in Svezia nell’agosto del 1973:

quattro impiegati di una banca di Stoccolma, tenuti in ostaggio da due rapinatori per sei giorni,

una volta rilasciati, espressero sentimenti di solidarietà verso i sequestratori arrivando a testimoniare in loro favore,

con manifestazioni di ostilità verso il mondo esterno (polizia, autorità, ecc.).

Gli effetti a breve e lungo termine sono caratterizzati da una sintomatologia ansiosa, disturbi fisici e psicofisici e sintomi depressivi.

La sceneggiatura di Rapina a Stoccolma è del regista Robert Budreau mentre la direzione della fotografia è di Brendan Steacy.

Il montaggio è a cura di Richard Comeau.

Robert Crowther e Fredrik Nord sono gli autori degli effetti speciali.

Le musiche sono di Steve London.

Noomi Rapace figura anche tra i nomi dei produttori della pellicola, con quello del re Mida Jason Blum.

Il film è distribuito da M2 Pictures

In USA, il film è  vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto.

Dove c’era la banca, adesso c’è un negozio di abbigliamento.

Tutti i nomi dei personaggi reali, nel film sono sostituiti con dati fittizi, eccetto quello del Primi Ministro Svedese Olof Palme.

le ultime 24 ore

Le ultime 24 ore di Brian Smrz su Rai 2 con la voce di Christian Iansante

Le ultime 24 ore, il film di Brian Smrz va in onda  venerdì 4 alle 21.20 su Rai 2.

Le ultime 24 ore è un film di azione del 2017 prodotto in Sudafrica e negli Stati Uniti.

Nutrito il cast della pellicola: Ethan Hawke, Qing Xu, Paul Anderson, Rutger Hauer, Tyrone Keogh, Nathalie Boltt, Liam Cunningham, Jeremy Yong,

Susan Ling Young, Hakeem Kae-Kazim, Tanya van Graan, Qing Xu, Aidan Whytock, Jenna Upton.

le ultime 24 ore Christian Iansante  è la voce italiana di Paul Anderson, che nel film è Jim Morrow.

La sceneggiatura è di  Zach Dean, Jim McClain, Ron Mita, mentre i produttori sono Mark Gao, Basil Iwanyk, Gregory Ouanhon.

La casa di produzione  è  Thunder Road Pictures, Fundamental Films, Saban Films e la distribuzione in italiano  è di  Eagle pictures.

Le ultime 24 ore  racconta la storia di Travis Conrad (Ethan Hawke), un agente speciale ingaggiato da un’importante organizzazione paramilitare,

conosciuta come Red Mountain, per la quale l’agente compie operazioni rischiose in cui mette in gioco, molte volte, la sua stessa vita.

Travis,  per un tragico evento, perde la moglie e il figlio, per mano di  alcuni criminali.

Grazie al supporto dell’amico fidato Jim Morrow (Rutger Hauer), Travis ben presto si convince a tornare in azione e a indossare di nuovo i panni di agente speciale.

Deve uccidere, come prima missione,  un ex militare, protetto dall’agente Lin (Qing Xu), che sta per tradire il governo, rivelando i segretissimi esperimenti compiuti.

Quando Travis si trova davanti all’agente, esita un momento, dando modo a Lin di approfittarne e sparargli per prima, uccidendolo.

L’uomo si risveglia in ospedale con al braccio un timer.

La Red Mountain è riuscita a riportarlo in vita, grazie a una chirurgia sperimentale, ma Travis ha  solo 24 ore per

collaborare con la spia che lo ha ucciso, vendicarsi della potente organizzazione criminale che gli ha assassinato moglie e figlio e cercare redenzione per i suoi peccati.

 

Alcune curiosità su Le ultime 24 ore

Il film presentato, in prima mondiale, all’Austin Film Festival nell’ottobre del 2017.

Il tempo, grazie da un timer vistoso e luminoso, diventa l’elemento cardine su cui è incentrata tutta la vicenda.

Il film è stato girato tra Cape Town, dove si trova la base dellla Red Mountain, e Hong Kong, dove vive Lin con suo figlio.

La colonna sonora include anche il brano God’s Gonna Cut you Down di Marilyn Manson.

In Italia al Box Office Le ultime 24 ore ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 265 mila euro e 77,3 mila euro nel primo weekend.

Critica

Le ultime 24 ore è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 52% sul 100%,

su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 37 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 5.8 su 10

 

 

Il favoloso mondo di Giorgio Borghetti da E.T. a Captain T.

Giorgio Borghetti, doppiatore italiano di grande successo, dall’esordio in  E.T. l’extraterrestre non si è più fermato

diventando la voce di star del cinema internazionale ed intrepretando decine di serie tv italiane e tanto altro.

giorgio borghettiFa parte del cast fisso della serie Un posto al sole.

Borghetti, partiamo dal grande successo che sta riscuotendo ovunque il corto Captain T, come nasce questo lavoro e si aspettava tanti premi?

Captain T è nato dall’idea di Andrea Walts di raccontare una storia che riguardasse il doppiaggio,

un omaggio a quel mestiere che mi hai dato la possibilità di entrare nel fantasmagorico mondo dello spettacolo.

Quando mi ha parlato sono stato subito entusiasta perchè si parla di doppiaggio

ma anche della crisi di un uomo di cinquanta anni non più soddisfatto dal suo mestiere.

Quando si fa un film e si decide di investire nella campagna festivaliera speri sempre di vincere un premio;

ormai siamo arrivati a riceverne più di 20 quindi devo dire che la realtà ha superato anche le più rosee aspettative.

Speriamo di continuare ancora perché i festival più o meno finiscono fra qualche mese quindi Incrociamo le dita

 

Borghetti, stiamo assistendo a un successo della serialità, penso a La casa di Carta, o Squid game, recentemente doppiato in italiano.

Come mai il pubblico si ritrova così tanto nelle serie, in alcuni casi, a scapito dei film?

Le serie televisive hanno sempre fatto parte della storia della cinematografia;

basti pensare a  Robbie Williams che è stato Mork  in Mork e Mindy, una serie che ha accompagnato la storia di tutti noi,

Ron Howard il Ricky Cunningham di Happy Days, che è diventato uno dei più bravi registi che ci sono adesso in circolazione.

Quindi non penso che una serie televisiva possa essere a discapito di un film.

Io ho un’idea del mestiere dell’attore come è come se fosse una torta con tante fette: quella del cinema, quella del teatro, quella della pubblicità.

Ci sono, poi, delle serie che hanno un particolare successo come La casa di papel, o Squid game, così come lo è stato negli anni 80 Beverly Hills 90210.

Le serie hanno sempre caratterizzato la storia della cinematografia ed ancora oggi è così.

 

Quali sono i segreti per diventare un bravo doppiatore?

Allora sfatiamo il fatto che per diventare un bravo doppiatore bisogna avere una bella voce questa qui secondo me è una grande menzogna;

bisogna avere la voce giusta per il personaggio che si deve doppiare perché altrimenti ci sarebbero soltanto voci di primi attori.

Non è vero ci sono voci di caratteristi straordinari, ci sono voci che possono cambiare, bisogna aver la voce giusta per il personaggio che si sta doppiando.

Bisogna essere attori a tutti gli effetti perché con il doppiaggio hai il 70% del tuo corpo, per quanto riguarda la voce, per poter esprimere quelle che sono le tue emozioni, il 30% però ce lo devi mettere.

 

Ci devi mettere lo studio del personaggio che stai facendo,

lo studio della scena che stai doppiando e capire che cosa può succedere dentro di te

per far sì che questa tua voce possa entrare in simbiosi con il personaggio e la scena che stai che stai doppiando.

 

Borghetti, lei che percorso artistico ha fatto?

Io ho iniziato nelle sale di doppiaggio e quindi quella è stata la mia scuola.

A quel tempo il lavoro era molto più rilassato, non c’erano questi tempi forsennati che ci sono adesso, quindi c’era la possibilità di imparare.

Poi al momento in cui ho voluto associare un corpo a questa voce, ho incontrato il mio insegnante, il mio mentore, che si chiama Riccardo de Torrebruna;

lui è quello che ha fatto sì che io potessi, in qualche modo, unire il corpo alla voce e viceversa quindi far sì che quelle parole che venivano fuori dalla mia bocca fossero frutto di  tutto un pensiero che mi che accompagnato.

Dopo l’incontro con lui sono iniziati i primi sceneggiati televisivi Incantesimo, Carabinieri, Rivombrosa,

poi è venuto il teatro, la prosa, il musical ho cantato, ho studiato canto con Silvia Giavarotti, ho studiato con il  maestro Massimo Staiano con Fabio Lazzara.

Come dico sempre ai ragazzi che vengono a studiare con me, anche se non sono  proprio un vero e proprio insegnante,

più che altro sono uno scambiatore di emozioni, chi non si forma, si ferma e quindi io continuo a formarmi sempre.

 

Come è cambiata la vita del doppiatore nel periodo Covid?

La vita dei doppiatori con il covid  è cambiata com’è cambiata la vita di tutti noi.

Il doppiaggio ha anche un po’ anticipato il concetto del covid con questo modo di lavorare ormai in colonna separato come si dice in gergo.

Quando ho iniziato io noi facevamo Holly e Benji che eravamo in sette, otto insieme a doppiare e lo stesso lo si faceva in Cercasi Susan disperatamente oppure ne L’attimo fuggente dove ho fatto quasi tutte le scene con un altro collega.

Poi l’ottimizzazione dei tempi, questa parola che mi fa venire l’orticaria, ci ha dato l’abitudine lavorare da soli.

Bisogna stare più attenti perché comunque quando si sta in sala, si lavora senza mascherina e quindi vengono igienizzate le sale tra un lavoro e l’altro.

 

Ha doppiato tantissime star internazionali, con chi ha sentito più affinità?

Si ho doppiato grandi come Chris O’Donnell,  Ethan Hawke,  Luke Evans,  Patrick Dempsey.

Un ricordo particolare però è legato al doppiaggio di Tom Hardy nel film Legend del 2015.

Lo ricordo perché Tom Hardy interpretava, nello stesso tempo, due fratelli gemelli, uno normale ed uno psicopatico;

è stato interessante riuscire a trovare e a fare due voci completamente diverse l’una dall’altra.

Alla luce di quelli che sono stati i complimenti che mi sono stati fatti, vuol dire che sono uscito a fare un buon lavoro e sono molto soddisfatto.

 

Dal 2019 fa parte del cast di Un Posto al sole che possiamo definire un caso unico nel panorama italiano, come si trova in questo lavoro?

Sono felicissimo di far parte di Un posto al sole perché è la serie più longeva in Italia va avanti da 25 anni, abbiamo festeggiato le nozze d’argento quest’anno.

E’ una meraviglia perché  si gira a  Napoli, città splendida con tantissimi colleghi simpatici, allegri e professionali.

Quindi lunga vita a Un posto al sole. Spero di continuare a dare tanta professionalità, la mia professionalità a questa serie.

Come dico sempre, anche nel  doppiaggio, qualsiasi cosa mi trovo a fare il mio impegno è sempre massimo.

 

Ricorda il suo primo provino importante?

Ricordo non il primo ma quello per E.T. che è il film che mi ha lanciato nel mondo del doppiaggio, ero la voce di Elliot, il protagonista.

Uscì in lacrime dal provino e mio padre si scusò con i responsabili perché non ero stato in grado di fare bene.

In realtà ero in lacrime perché la scena comportava un’emozione e una commozione che diedi al massimo e forse anche per quello ho avuto il ruolo.

 

Quali consigli darebbe ad un giovane che vuole fare il doppiatore?

A un giovane che vuole diventare doppiatore dico studia;

fallo per capire che cosa vuol dire interpretare un personaggio, prepararlo, studiarlo poi ci si può specializzare sul doppiaggio.

“Dire voglio fare il doppiatore” secondo me è un po’ riduttivo.

Elysium

Elysium, Young Guns e molto altro questa sera in tv

In chiaro

  • Criminal Minds – Rai 2, ore 21.20 – Emiliano Coltorti (Dr. Spencer Reid/Matthew Gray Gluber)
  • Caos – NOVE, ore 23.10 – Franco Mannella (Det. Bernie Callo/John Cassini)
  • Elysium – Rai 4, ore 21.05 – Christian Iansante (John Carlyle/William Fichtner)
  • The Night Shift III – La5, ore 23.10 – Giorgio Borghetti (Scott Clemmens/Scott Wolf)
  • Young Guns – Giovani pistole – Cine Sony, ore 21.00 – Roberto Pedicini (Richard Brewer/Charlie Sheen)
  • Major Crimes – Top Crime, ore 21.10 – Franco Mannella (Michael Tao/Michael Paul Chan)
  • Blindspot – Top Crime, ore 23.35 – Emiliano Coltorti (Ian “Roman” Kruger/Luke Mitchell)

Pay tv

  • Jupiter – Il Destino dell’Universo – Premium Cinema, ore 21.15 – Emiliano Coltorti (Balem Abrasax/Eddie Redmayne)
  • Suicide Squad – Premium Cinema, ore 23.25 – Alberto Angrisano (Waylon Jones-Killer Croc/Adewale Akinnuoye-Agbaje)
  • Timeless – Fox, ore 21.55 – Gabriele Lopez (Wyatt Logan/Matt Lanter)
  • Spectre – Sky Cinema Hits, ore 21.15 – Giorgio Borghetti (Max Denbigh, C/Andrew Scott)
  • I Magnifici Sette (2016) – Sky Cinema Max, ore 21.00 – Giorgio Borghetti (Goodnight Robicheaux/Ethan Hawke)