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American Sniper il film diretto da Clint Eastwood con Bradley Cooper doppiato da Christian Iansante

American Sniper,  biopic del 2014 di Clint Eastwood con Bradley Cooper, Sienna Miller, Luke Grimes, Kyle Gallner e Sam Jaeger diretto da Clint Eastwood.

american sniperChristian Iansante è la voce di Bradley Cooper alias Chris Kyle.

Chris Kyle, U.S. Navy SEAL, riceve l’incarico di proteggere i suoi commilitoni con una missione in Iraq.

La sua massima precisione salva molte vite sul campo di battaglie.

I racconti sul suo coraggio gli fruttano il soprannome “Leggenda”.

Per questo, velocemente, diventa il maggiore obiettivo dei nemici che mettono una taglia sulla sua testa.

Kyle cerca di essere un buon padre anche a così grande distanza da casa

Dopo quattro anni di missione, Kyle torna a casa dalla moglie, Taya Renae Kyle (Sienna Miller), e dai figli,e  scopre che non riesca e lasciarsi alle spalle la guerra.

American sniper ha vinto l’Oscar  per il Miglior montaggio sonoro ed  era candidato a ben sei premi.

La pellicola, girata interamente in California, tranne per due settimane in cui la troupe ha girato  in Marocco.

American Sniper costato 58 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 547.

Kevin lacZ,  cecchino dei Navy SEAL che ha servito con Kyle, è stato consulente per il film e nel film interpreta se stesso.

Il vero Chris Kyle ha detto una volta che se c’era un regista che avrebbe fatto un film su di lui,  poteva solo essere Clint Eastwood e nessun altro.

L’arma principale di Kyle è il  McMillan TAC-338A  con proiettili calibro 338.

Nel film compare anche Clint Eastwood come comparsa all’inizio del film.

I Navy SEALs che avevano conosciuto Kyle e si sono addestrati con lui hanno apprezzato molto il lavoro fatto da Cooper.

Il film American Sniper come abbiamo detto è tratto da un libro, scritto da Chris Kyle, libro che a sua volta è tratto da una storia vera, quella della sua vita:

Kyle è passato alla storia come il più grande cecchino del mondo, ed è stato ucciso nel 2013 da un commilitone impazzito presso un poligono di tiro in Texas.

Il cecchino aveva rivelato che se avesse potuto scegliere qualcuno per dirigere un film sulla sua storia, quella persona sarebbe stata senza dubbio Clint Eastwood: il sogno si è avverato.

In American Sniper  Bradley Cooper è dovuto aumentare di 18 kg.
Per fare ciò ha dovuto ingerire circa 8.000 calorie al giorno.
Inoltre l’attore per diversi mesi si è allenato quattro ore al giorno con un personal trainer e ha frequentato
lezioni giornaliere con un vocal coach per perfezionare il suo accento.
Durante le riprese Bradley Cooper ha indossato le vere scarpe appartenute a Kyle e regalategli dalla produzione

 

Sienna Miller per preparare il suo personaggio  ha scritto una e-mail alla vera Taya Kyle e in seguito hanno continuato a comunicare via Skype.

La donna ha anche lasciato che Cooper e la Miller avessero completo accesso alle email che lei e il marito si erano scambiati mentre lui si trovava in missione per capire tutto sulla loro relazione.

sara vitagliano

Intervista alla doppiatrice Sara Vitagliano vincitrice di un premio speciale al Gran premio del doppiaggio

Sara Vitagliano giovane doppiatrice di grande talento riceve una menzione speciale alla tredicesima edizione del Gran premio del doppiaggio

che si è svolta al teatro Eliseo dopo due anni di stop a causa della pandemia.

sara vitaglianoSara Vitagliano è stata una delle allieve della nostra Accademia.

Sara Vitagliano hai ricevuto una menzione speciale del pubblico social, una bella soddisfazione in una serata dove i migliori doppiatori si sono ritrovati, che cosa hai provato?

È stata un’emozione incredibile.

Esattamente cinque anni fa ero seduta tra il pubblico insieme ai miei amici e colleghi ad ammirare le nostre voci preferite salire sul palco,

quest’anno essere stata scelta dal pubblico e salire su quel palco  mi riempie di orgoglio e soddisfazione.

Non ci sono davvero parole per descrivere lo stupore e la meraviglia di quel momento.

Perché ha scelto il doppiaggio ed, in particolare, l’Accademia del doppiaggio?

Ho scelto il doppiaggio perché è un’arte che mi ha sempre affascinato.

La possibilità e la magia di poter essere ogni giorno una persona diversa è molto divertente e stimolante,  credo che poter andare a lavorare con il sorriso sia il vero segreto della vita.

Ho scelto l’accademia del doppiaggio perché consigliata da un allievo degli anni precedenti al mio e sicuramente per l’ammirazione dei confronti dei doppiatori Cristian Iansante e Roberto Pedicini.

Quanto è difficile questo mestiere?

È un mestiere bellissimo, ma come tutti i lavori artistici richiede tanto impegno e sacrificio.

La passione, la costanza e la determinazione  sono una componente fondamentale per andare avanti e poter crescere.

È difficile solo se non si crede nelle proprie capacità e si ha fretta di arrivare alla meta.

Ogni lavorazione  ha le sue difficoltà.

Bisogna capire quale strada prendere per affrontarle.

L’esperienza in questo campo più difficile quale è stata?

Sicuramente partecipare alla serie “Squid Game” è stata un’ avventura impegnativa:

restituire certe emozioni ad un personaggio così complesso in una lingua molto distante dalla nostra ha richiesto molta attenzione e concentrazione.

Hai un modello di riferimento?

Sono cresciuta con la voce di Maria Pia Di Meo nei miei film preferiti “A piedi nudi nel Parco” in cui presta la voce a Jane Fonda o “ La casa degli spiriti” con la magnifica Meryl Streep.

La voce di Cristina Boraschi in “Pretty Woman” con l’incredibile Julia Roberts.

Che ricordo hai dei maestri incontrati in Accademia?

Tutti molto belli anche se, come dicevo, non è un mestiere facile e quindi bisogna applicarsi molto.

I maestri dell’Accademia ci spronano a fare  questo e, soprattutto, sono dei gran professionisti che ti insegnano il mestiere e ad esso ti fanno appassionare.

 

 

 

 

 

 

doppiatore angrisano

Il doppiatore Alberto Angrisano nel segno dei grandi Maestri

Alberto Angrisano è uno dei doppiatori italiani più versatili, lo troviamo, infatti, impegnato in film italiani ed internazionali, in serie tv ed in tantissimi cartoni animati.

doppiatore angrisanoDi certo è uno dei doppiatori più interessanti anche perché, da attore, si è formato con grandi maestri.

Con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere e ci siamo immersi appieno nel mondo del doppiaggio.

 Dopo il diploma preso alla scuola di Casagrande ha lavorato con grandi interpreti come Lavia, con il quale ha esordito e Rigillo.

Cosa ha imparato da questi grandi artisti?

Ho avuto la fortuna di lavorare con Lavia per tre anni e soprattutto con Antonio Casagrande;

quest’ultimo alla fine del secondo anno di scuola mi disse: ”Alberto tu devi lavorare, lavora con noi” e così ho debuttato in uno spettacolo in una giornata molto particolare.

Fu il giorno in cui morì Stefano Satta Flores ricordo che alla fine della prima ci fu l’omaggio, con un minuto di silenzio, nei confronti di questo grandissimo artista.

Da loro ho imparato innanzitutto la disciplina perché per fare teatro ci vuole una grandissima disciplina, ci sono lunghe ore di attesa dietro le quinte.

Se si ha la fortuna di poter lavorare con grandi maestri e rubare il lavoro impari come si sta in scena.

Ho imparato il rigore, con loro ho imparato veramente come si affronta un personaggio, come lo si gestisce.

Del resto se hai la possibilità di lavorare con grandi come Lavia devi per forza imparare il mestiere altrimenti non è quello che fa per te ed è bene cambiare.

Angrisano, come è diventato doppiatore?

Avevo preso un impegno con me stesso quando  ho cominciato  a 20 anni  che se entro i 33 anni di vita non avessi avuto almeno un ruolo da coprotagonista avrei dovuto cercare altro.

Devo dire che quelli erano anni fortunati per noi teatranti, guadagnavamo tanto, ma ho anche dissipato i guadagni come accade spesso quando si è giovani.

Nel 1996 parlai con Lavia scusandomi per il fatto che non avrei continuato a lavorare con loro perché volevo un cambio di marcia e lui mi disse che conosceva bene Rodolfo Bianchi e

che mi avrebbe fissato un incontro con lui.

Quell’ incontro con Bianchi è stato per me fondamentale perché lui mi ha fatto capire come dovevo cambiare per fare il doppiatore.

Ho lavorato tanto, passo dopo passo, ora dopo ora, non guadagnando nulla se non per piccole cose, e ho cominciato a fare il doppiatore.

Sono diventato doppiatore, ovviamente, ascoltando i grandi maestri, avvalendomi anche della presenza di

una persona a cui sarò sempre molto grato che è Renato Cortesi che considero il mio maestro in assoluto.

Lui, alla sua scuola di Napoli, mi ha detto che era il mio mestiere, cucito addosso per me e, parliamo di anni in cui si doppiava ancora con videoregistratore e  con televisore.

Ho cominciato a salire i gradini e, ancora altri ce ne sono da salire, non mi considero di certo una persona arrivata,

per giungere al punto in cui sono dove sono riconosciuto ed apprezzato.

Si può intraprendere il mestiere del doppiatore senza essere attori?

Sono veramente felice di insegnare  perché considero l’insegnamento una esperienza che arricchisce sia i docenti che i discenti,

mi riferisco all’energia dei ragazzi, alla grande capacità che hanno, non tantissimi ma parecchi, di approcciare a questo mestiere.

Ma ai giovani dico che per fare questo lavoro bisogna essere attori perché il doppiaggio non è semplicemente un copia-incolla di quello che fa l’attore sullo schermo;

l’attore per fare un personaggio lo ha sentito il personaggio, ha usato una tecnica per farlo, ha un’espressività che solamente un attore di teatro o un attore in genere possono avere.

Non si può riportare semplicemente con la voce perché l’arte del doppiaggio è veramente la più difficile in assoluto.

L’attore di teatro usa i costumi, le movenze, ha la scenografia intorno, quelli che lavorano in tv hanno il trucco e parrucco,

il doppiatore, invece, non ha orpelli perciò dico che la condizione necessaria e imprescindibile è essere attori per fare i doppiatori.

Angrisano quanto è difficile dare voce ad un personaggio di un cartone animato, visto che lei ne intrepreta davvero tanti?

I cartoni animati sono, secondo me, il banco di prova più complicato per un doppiatore per due motivi perché sono cartoni e

sono sempre abbastanza come dire estremizzati, i personaggi dei cartoni sono veramente complicatissimi;

c’è la caratterizzazione del personaggio per cui la voce va sporcata in un certo modo, vanno usati dei toni bassi che non sono umani.

Mi sono divertito da morire a fare doppiaggi di cartoni perché  è faticoso e si esce da un turno di cartoni animati come se ci fosse passata addosso una valanga,

però poi la soddisfazione è tanta.

Esiste una differenza tra doppiaggio per un film, una serie, un cartone oppure no?

Il cartone è in assoluto quello più faticoso, ma il punto è che tutto ciò che viene doppiato è fatto da attori che sono più bravi o meno bravi;

doppiare un film dove un attore è bravo è una passeggiata perché l’attore già ci conduce per mano.

Se si doppiano personaggi che parlano lingue come il cinese, il giapponese, il coreano, la difficoltà aumenta?

Si, le lingue come il cinese o giapponese, il fiammingo sono davvero complicate, ma per me lo è anche il francese.

Non me ne vogliano i francesi che realizzano commedie meravigliose che io spesso ho doppiato

ma non riesco a stare al passo dei francesi che sono delle mitragliatrici.

I giapponesi, i cinesi   emettono i suoni ed è davvero difficile seguirli nonostante sentiamo sempre in cuffia

perché comunque abbiamo una cuffia anche mentre incidiamo che ci dà la possibilità di attaccare al momento giusto di finire al momento giusto e di seguire il ritmo dell’attore.

Sicuramente è molto, molto, molto più complicato.

Come è cambiato il mestiere con la pandemia?

Beh il mestiere con la pandemia è cambiato. Io, in tempi non sospetti, mi sono creato nel mio appartamento una stanza dei giochi in realtà dentro ci sono gli strumenti perchè suono  e

l’ho adibita a sala di incisione; è chiaro che non posso fare doppiaggio da casa però per esempio gli audiolibri, gli spot della RAI e tutti gli spot nazionali e internazionali li registro da casa.

Il lavoro è cambiato perché ormai non lavoriamo più  in coppia, siamo sempre da soli in sala,

quando finiamo il nostro turno entra un altro collega trascorso almeno un quarto d’ora e dopo la sanificazione.

Non c’è più rapporto, è aumentata la difficoltà ed è richiesta molta più attenzione, molto più ascolto da parte del doppiatore a quello che ha fatto

e che consegneremo al collega che verrà dopo di noi.

Lei è di Napoli trova i giovani di questa città più dotati, da un punto di vista artistico,  o come gli altri?

ll popolo napoletano è un popolo che ha un grande orecchio, ha un senso dell’arte, una teatralità immensa.

Io definisco noi napoletani le formiche del mondo perché siamo dappertutto nel cinema, nella televisione, nel doppiaggio.

Siamo un popolo geniale probabilmente perché siamo il risultato di tante commistioni di culture siamo stati dominati da turchi, spagnoli francesi.

Sono convinto della loro, delal nostra, marcia in più ma napoletani sono indolenti, per loro perdere l’accento è una cosa dolorosissima ma invece l’accento va perso.

Il mio maestro Renato Cortesi mi diceva tu hai avuto davvero la capacità di sciacquare i panni in Arno e non è una capacità, ma è un impegno.

Il dialetto è una cosa che considero, sono fiero di essere napoletano e non si deve cancellare il proprio dialetto,

ma si deve imparare a parlare anche un altro modo conoscendo gli accenti della lingua italiana. In ogni caso i napoletani hanno sicuramente una marcia in più.

lavagnino voci nell'pmbra

Voci nell’ombra: Andrea Lavagnino in lizza per l’anello d’oro

Voci nell’Ombra il festival internazionale del doppiaggio giunge alla sua XXII edizione e si svolgerà dall’8 al 12 dicembre 2021 a Genova e a Savona.

voci nell'ombraQuest’anno il festival, fondato nel 1996 da Claudio G. Fava e Bruno Astori,

è dedicato a Ludovica Modugno, attrice e doppiatrice scomparsa lo scorso ottobre.

Sono state ufficializzate le 18 nomination di questa edizione di

Voci nell’Ombra il Festival internazionale del doppiaggio e

c’è grande attesa per il premio Anello d’oro a cui concorre Andrea Lavagnino.

Di seguito le nomination dell’edizione 2021 di Voci nell’ombra:

Miglior voce maschile: Andrea Lavagnino per Álvaro Morte (Sergio Marquina / Salvador Martin ‘il professore’) in La casa di carta,

Mino Caprio per Martin Short (Oliver Putnam) in Only Murders in the Building e

Manuel Meli per Freddie Highmore (Shaun Murphy) in The Good Doctor.

Nella categoria Cinema – miglior doppiaggio generale sono stati scelti

Carlo Cosolo per Dune,

Alessandro Rossi per The Father – Nulla è come sembra e

Marco Guadagno per Black Widow.

Per la sezione miglior voce femminile le nomination sono quelle di Tiziana Avarista per Candela Peña (Rosa) in Il matrimonio di Rosa,

Ilaria Latini per Amy Adams (Bev Vance) in Elegia americana,

Lucrezia Marricchi per Abigail Bresli (Allison Baker) in La ragazza di Stillwater.

Miglior voce maschile: Stefano De Sando per Gary Oldman,

Antonio Sanna per Stanley Tucci (Tusker Mulliner) in Supernova,

Alex Polidori per Timothée Chalamet (Paul Atreides) in Dune.

Per la sezione Televisione, nomination per il miglior doppiaggio generale di

Laura Boccanegra per Billions, Lucio Saccone per La casa di carta e

Federico Zanandrea per American Rust – Ruggine americana.

Per la sezione Miglior voce femminile sono state nominate Chiara Colizzi per Nicole Kidman

(Masha Dmitrichenko) in Nine Perfect Strangers,

Rossella Acerbo per Reese Witherspoon (Bradley Jackson) in The Morning Show,

Valentina Favazza per Emily Wickersham (Eleanor “Ellie” Bishop) in Ncis – Unità anticrimine.

“Voci nell’Ombra” è stata la prima manifestazione italiana dedicata al doppiaggio contribuendo in modo determinante a valorizzare le grandi voci del doppiaggio italiano.

Tra i molti nomi premiati: Omero Antonutti, Elio Pandolfi, Licia Maglietta, Micaela Esdra, Angelo Maggi, Silvia Pepitoni, Roberto Chevalier, Francesco Pannofino,

Giuppy Izzo, Fiamma Izzo, Carla Signoris, Luca Ward, Maria Pia Di Meo, Rodolfo Bianchi, Dario Penne, Nikita Mikalkoff, Ferruccio Amendola, Rita Savagnone,

Massimo Lopez, Michele Kalamera, Silvio Soldini, Tullio Solenghi, Cesare Barbetti, Peppino Rinaldi, Claudio Bisio, oltre alla stessa Ludovica Modugno.

“Il nostro festival– dice Tiziana Voarino, direttrice di “Voci nell’Ombra” – volto alla dinamica del rinnovamento e dell’attualizzazione, è sempre in crescita.

Attento alle esigenze e ai nuovi scenari del settore, anche in relazione all’evoluzione delle tecnologie e delle piattaforme di visione, alle necessità di fruibilità on line,

pronto a implementare l’attenzione sull’accessibilità agli audiovisivi.

 Proiettati verso l’internazionale non tralasciamo il territorio: sono oltre cento le collaborazioni e indubbia è la testimonianza della sua forte e voluta promozione”.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen su Italia 1 con la voce di Angelo Maggi

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen, thriller d’azione del 2019 di Ric Roman Waugh con Gerard Butler e Morgan Freeman è in programma su Italia 1.

angelo mNel cast : Gerard Butler, Morgan Freeman, Piper Perabo, Lance Reddick, Jada Pinkett Smith, Nick Nolte, Tim Blake Nelson, Chris Browning, Danny Huston, Michael Landes,

Joseph Millson, Sarah-Stephanie, Sophia Del Pizzo, Mark Arnold, Sapir Azulay, Frederick Schmidt, Mark Rhino Smith.

Angelo Maggi è la voce italiana di Danny Huston che nel film interpreta Wade Jennings.

L’agente dei Servizi segreti Mike Banning (Gerard Butler)

inizia a sentire il peso degli anni e gli acciacchi a causa delle pressioni subite lavorando per i Presidenti degli Stati Uniti.

Proprio mentre Banning attende un incarico più tranquillo,

uno stormo di droni esplosivi scende in picchiata sul Presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) in vacanza di pesca al lago.

Il capo di Stato finisce in coma e Banning e  diventa il  capro espiatorio per la congiura.

Per cercare di sfuggire sia  sia dai cospiratori che vogliono metterlo a tacere, sia dall’FBI che lo ritiene colpevole, chiede aiuto a suo padre interpretato da Nick Nolte, new entry nel cast.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen  diretto da Ric Roman Waugh  che firma anche la  sceneggiatura con Robert Mark Kamen e Matt Cook

sulla base di una storia di Creighton Rothenberger e Katrin Benedikt, basata sui personaggi creati da Rothenberger e Benedikt.

Gerard Butler è anche produttore insieme a Alan Siegel, Mark Gill, John Thompson, Matt O’Toole e Les Weldon.

Gerard Butler e Morgan Freeman sono gli unici due attori che compaiono in tutti e tre i film di “Attacco al potere”.

Morgan Freeman, con i suoi ottantuno anni al momento delle riprese, risulta uno degli attori più anziani ad   interpretare un presidente degli Stati Uniti in carica in un film.

Sebbene sia la terza puntata, è la prima volta che Morgan Freeman e Gerard Butler lavorano davvero insieme.

Il film è dedicato a John Thompson”, uno dei produttori del film, morto di leucemia nello stesso anno di questo film.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen è  costato 40 milioni di dollari e ne ha incassati nel mondo circa 146.

 

 

piazzolla

Piazzolla, la rivoluzione del tango è il film diretto da Daniel Rosenfeld

Piazzolla, la rivoluzione del tango (Piazzolla, los años del tiburón) è  Il film franco-argentino, campione di incassi in patria diretto da Daniel Rosenfeld.

piazzollaPiazzolla, la rivoluzione del tango è un inedito ed evocativo viaggio nel cuore della vita e la musica di Astor Piazzolla.

Film capace di offrire un ritratto intimo del padre del cosiddetto Nuevo Tango, un genere che incorpora tonalità e sonorità jazz al tango tradizionale, utilizzando dissonanze ed elementi musicali innovativi.

Nell’anno del Centenario della nascita del genio del tango, per la prima volta vengono aperti al pubblico dal figlio Daniel gli archivi del leggendario bandoneonista:

fotografie, nastri vocali e riprese in super8, che non solo rafforzano la dimensione pubblica e il contributo al mondo della musica, ma che fanno luce sull’intimità dell’artista.

Il regista Daniel Rosenfeld in Piazzolla, la rivoluzione del tango riesce così a comporre un ipnotico ritratto di Piazzolla: l’infanzia a Manhattan con il padre Nonino (da qui la celebre “Adios Nonino”);

gli inizi di carriera con i più grandi musicisti di tango dell’epoca; la passione per la caccia agli squali;

il nuevo tango, mix originale di tango e jazz; l’iniziale rifiuto dei tradizionalisti e della critica musicale;

la famiglia; i misteri dell’atto creativo.

“Diversi anni fa, dopo l’uscita del mio film Saluzzi presentato al Festival di Berlino, ho ricevuto un invito inaspettato da qualcuno che lo aveva visto. Era Daniel Piazzolla, il figlio di Astor.

Mi ha invitato a cena e quella sera ha detto: ‘Come mai nessuno ha realizzato un documentario di qualità su mio padre?

Inoltre, la sua vita ha seguito ‘la struttura perfetta per un film’, è andato a pescare gli squali per tre mesi, ha composto per quattro mesi e ha girato il resto del tempo’.

Sono passati alcuni anni da quella cena con il figlio di Astor ma le sue parole continuavano a risuonare in me.

Ancora adesso, mentre scrivo immagino Piazzolla alle prese con gli squali, mi sembra di sentire anche la sua musica, la sua ‘tanguedía’ che penetra nel cuore, ed è stato proprio questo il mio primo contatto con lui quando da giovane suonavo il pianoforte.

Ero un bambino pianista e mi piaceva suonare ‘La mort de l’ange’ o ‘Adios Nonino’.

In fondo, credo che la malinconia abbia una sorta di origine segreta che risale all’infanzia e si manifesta in un certo momento della vita.

Per me quel momento è stato bandonéon di Piazzolla.

Ma non volevo fare semplicemente ‘un film sulla vita o la musica di Piazzolla’,

anche perché credo sia impossibile condensare in 90 minuti tutta la sua vita e la sua musica.

Piuttosto, mi sono voluto concentrare sui principali eventi biografici e musicali. Ma non in modo ‘anonimo’, con uno sguardo esterno.

Ho cercato di creare una narrazione ‘sensoriale’, capace di offrire allo spettatore un’esperienza evocativa, grazie anche all’accesso ad uno straordinario materiale inedito,

come la voce di Astor Piazzolla che racconta i suoi ricordi e le sue avventure, registrata da sua figlia Diana”.

Il film ha fatto la sua premier al Festival IDFA di Amsterdam, e ha vinto tra gli altri il Premio Sur

(gli Oscar argentini) e il Premio Cóndor de Plata come Miglior Documentario.

 “Gli ammiratori di Astor non resteranno delusi di Piazzolla, la rivoluzione del tango:

godranno della sua musica e ascolteranno dalla sua stessa voce i pensieri che hanno generato la rivoluzione.

Per chi invece ancora non conosce Piazzolla, il film sarà un ottimo strumento per avvicinarsi all’uomo che, combinando i generi, ha cambiato per sempre la storia del tango.”  da il Clarin 

school of mafia

School of mafia la black comedy di Alessandro Pondi

School of mafia è una black-comedy macchiettistica tra western, fumetto e stereotipi, diretta da  Alessandro Pondi e in sala dal 24 giugno con 01 distribution.

school of mafiaA New York Tony Masseria (Michele Ragno), Joe Cavallo (Guglielmo Poggi) e Nick Di Maggio (Giuseppe Maggio) sono tre ragazzi come tanti altri con sogni, aspirazioni e progetti per la propria vita:

Nick è un chitarrista che sta per entrare nel talent show più famoso d’America, Joe un cadetto dell’accademia di polizia e Tony un insegnante di danza dalla sessualità incerta e con ambizioni da coreografo.

Ma c’è un’altra cosa che accomuna questi ragazzi: sono tutti e tre figli di mafiosi.

School of mafia è una black comedy ambientata ai giorni nostri – dice il regista Pondi – ma sospesi nel tempo – a cavallo tra New York e la Sicilia, con dei personaggi sui generis.

Sono partito da un paradosso: cosa succederebbe se tre spietati boss mafiosi si ritrovassero a dover lasciare il loro impero nelle mani dei loro tre figli,

che non vogliono avere nulla a che fare con la mafia, ma vogliono semplicemente vivere la loro vita in piena libertà?

Il presupposto mi ha divertito e mi sono posto subito un’altra domanda: i tre figli, cosa sarebbero

disposti a fare pur di perseguire i loro sogni?

School of mafia è una storia di padri & figli, è una storia di libertà. È un romanzo di formazione che

gioca in modo ironico e disincantato con gli stilemi dei Mafia Movies, con una comicità

politicamente scorretta che, come Terapia e pallottole e I Soprano, ha come obbiettivo i classici del

genere. Ma soprattutto è una storia di gioventù e ribellione, in quell’età della vita in cui ti sembra

che tutto ciò che ha fatto chi ti ha preceduto sia sbagliato. A cominciare da tuo padre, soprattutto

se è un boss mafioso.

I tre sfortunati padri dei ragazzi sono: Emilio Solfrizzi (Donato Cavallo), Fabrizio Ferracane (Primo Di Maggio) e Paolo Calabresi (Vito Masseria).

Nel cast  di School of mafia anche Maurizio Lombardi (Salvo Svizzero), Giulia Petrungaro (Rosalia), Giulio Corso (Tano Beddafazza), Mario Pupella (Mimmo Panebianco), Tony Sperandeo (Frankie Ghost), Monica Vallerini (Anchor Woman), Gianfranco Gallo (Don Masino Mazzarò) e la partecipazione di Paola Minaccioni (Carmela).

Quando era ragazzo vedevo i mafiosi entrare al cinema senza pagare, ma solo salutando chi era alla cassa con un semplice: buonasera.  – dice Frassica Facevo anche io lo stesso, ma sempre avendo paura che, prima o poi, qualcuno mi scoprisse.

una folle passione

“Una folle passione” con Bradley Cooper con la voce di Iansante su Canale 5

“Una folle passione”, è il dramma romantico del 2014 diretto da Susanne Bier, ispirato al romanzo Serena dello scrittore Ron Rash con Jennifer Lawrence e Bradley Cooper va in onda  su Canale 5.

La voce di Bradley Cooper è quella di Christian Iansante.

 “Quando ho letto lo script “Una folle passione” per la prima volta – dice a regista  Bier – mi hanno colpito molto due aspetti in particolare: il campo di disboscamento, con tutti questi alberi imponenti e maestosi, e la presenza di una donna in un mondo prettamente maschile, dimensione affascinante nella quale anche io sono riuscita a identificarmi. Prendi un qualunque set. Troverai il 10% di donne e il 90% di uomini. In qualche modo, Serena vive in un mondo simile al mio e viceversa. Questo è un aspetto molto interessante. Mi piace poter raccontare una storia che trasmette un messaggio al pubblico contemporaneo.”

Nel 1929 George Pemberton e la giovane moglie Serena si trasferiscono da Boston nelle montagne del North Carolina per dedicarsi al commercio di legname.

In breve tempo costruiscono un piccolo impero e Serena dimostra di essere al pari del marito: nessuno può mettere un freno alle loro ambizioni.

Serena resta incinta ma perde il bambino che aspetta scoprendo di non poterne avere altri;

da questo episodio il suo amore per George diventa ossessivo e letale

a tal punto da decidere di uccidere Rachel, la giovane donna con cui George ha avuto un figlio prima del matrimonio, e di regolare a modo suo i conti in famiglia.

Dopo Il lato positivo – Silver Linings Playbook torna la coppia Cooper Lawrence e pare sia stata proprio l’attrice a fare il nome del collega e ad inviargli  una copia  del copione di “Una folle passione”

“Una folle passione” è stato scritto da Christopher Kyle, che condivide lo stesso nome del cecchino militare americano Chris Kyle interpretato da Bradley Cooper in American Sniper (2014).

Il cast di “Una folle passione” è formato da persone di nazionalità  inglese, irlandese, gallese, scozzese, polacca, rumena, olandese, danese, ceca e svedese.

Le musiche originali del film sono del compositore svedese Johan Söderqvist

 

interstellar

“Interstellar con le voci di Borghetti e Angrisano su Italia 1

“Interstellar”, film di fantascienza del 2014 di Christopher Nolan con Matthew McConaughey, Anne Hathaway e Jessica Chastain,  su Italia 1.

interstellarIn “Interstellar” Giorgio Borghetti è la voce di Wes Bentley e Alberto Angrisano quella di David Gyasi.

Quando il nostro tempo sulla Terra sta per finire con il mondo messo in ginocchio dalla crisi delle produzioni agricole, una squadra di esploratori intraprende la missione più importante della storia dell’umanità:

un viaggio nella galassia per scoprire se gli uomini potranno avere un futuro tra le stelle scampando a quella che appare come un’inevitabile estinzione.

“Interstellar” ha ottenuto 5 candidature (miglior colonna sonora, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro e miglior scenografia) e vinto un premio ai Premi Oscar (per i migliori effetti speciali),

2 candidature a Golden Globes, 4 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 7 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award,

“Interstellar” è stato premiato a AFI Awards.

In Italia al Box Office “Interstellar” ha incassato 10,8 milioni di euro

All’inizio della pre-produzione, il Dr. Kip Thorne ha stabilito due linee guida da seguire rigorosamente:: niente avrebbe violato leggi della fisica oramai consolidate, e che tutte le speculazioni sarebbero scaturite dalla scienza e non dalla mente creativa di uno sceneggiature.

Christopher Nolan accettò questi termini, ad una condizione: non dovevano ostacolare la creazione del film.

Ma ci furono comunque delle discussioni: ad un certo punto, sembra che Thorne abbia passato due settimane a convincere Nolan ad eliminare l’idea del viaggiare più veloci della luce del film.

Per le scene del campo di grano Christopher Nolan ha coltivato e fatto crescere 500 acri di mais. Il regista ha imparato che era fattibile quando ha prodotto L’uomo d’acciaio.

Il grano è stato poi venduto realizzando un cospicuo introito extra.

Steven Spielberg in origine candidato a dirigere il film nel 2006 ha assunto Jonathan Nolan per scrivere la sceneggiatura,

ma in seguito ha scelto di seguire altri progetti. Nel 2012 dopo la partenza di Spielberg, Jonathan Nolan ha suggerito il progetto a suo fratello Christopher Nolan.

Christopher Nolan  in “Intestellar” ha voluto Matthew McConaughey dopo aver visto la sua performance in Mud (2012).

Kip Thorne ha vinto una scommessa scientifica contro Stephen Hawking sulla teoria astrofisica che è alla base di “Interstellar”.

Di conseguenza Hawking ha dovuto abbonarsi alla rivista “Penthouse” per un anno. Questa famosa scommessa è rappresentata nel film La teoria del tutto uscito lo stesso anno di “Interstellar”.

Angelo maggi protagonista in Ma cos’è questa crisi?

Angelo Maggi, in questo weekend sarà protagonista con l’Iron Band dello spettacolo Ma cos’è questa crisi?

Angelo Maggi, attore e doppiatore, è la voce storica di Tom Hanks, di Iron Man/Tony Stark, di Bruce Willis, del Commissario Winchester ne “I Simpson”, di Leroy Jethro Gibbs in NCIS, di James Gordon ne “Il cavaliere oscuro”, del Dott. Peter Cox  in “Scrubs” e di Jorah Mormont in “Il Trono di Spade”.

Lo spettacolo rientra in Spaccio Arte, l’iniziativa promossa da Roma Capitale per contrastare l’illegalità e la criminalità in alcune zone periferiche della città. Si riparte da San Basilio e da piazza Gasparri a Ostia.

 San Basilio sabato 5 giugno, e poi piazza Gasparri domenica 6 giugno, ospitano (ore 18.30 – 20.30) l’evento centrale della manifestazione con lo spettacolo teatrale di Angelo Maggi Ma cos’è questa crisi, con Iron Band.

Nello spettacolo Maggi, accompagnato da una band di sei elementi, interpreta alcune canzoni cantautorali italiane tra le più allegre e divertenti con l’aggiunta di brevi intermezzi umoristici dove darà prova, se mai ce ne fosse ancora bisogno, delle sue doti di attore poliedrico.

In attesa di potere assistere allo spettacolo  ‘Il Doppiattore’ nel quale Maggi unisce il doppiaggio e il teatro vale la pena andare a vedere  Ma cos’è questa crisi?.

“Con Spaccio Arte coniughiamo cultura e sicurezza, due fattori determinanti per la crescita di una città. È un messaggio forte rivolto a chi occupa illegalmente queste zone con le attività di spaccio. E un segnale di speranza e di vicinanza delle istituzioni alle persone oneste. Spaccio Arte è solo un tassello di un percorso più ampio per riconsegnare decoro e dignità alle periferie romane, partendo dalla voglia di riscatto che abbiamo raccolto incontrando tanti cittadini”, afferma la sindaca Virginia Raggi.