Split il film di M. Night Shyamalan con protagonista James McAvoy doppiato da Massimiliano Manfredi

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Split è il film scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan.

Il cast di Split è guidato da James McAvoy, con Anya Taylor-Joy e Betty Buckley.

Con loro ci sono: Haley Lu Richardson e Jessica Sula, Kim Director ed inoltre Jerome Gallman, Neal Huff, Brad William Henke e il giovane Owen Vitullo, presenti in ruoli di supporto che arricchiscono il contesto della storia.

Massimiliano Manfredi è la voce italiana di James McAvoy che nel film è Kevin Wendell/L’orda.

Nel sorprendente epilogo fa la sua comparsa anche Bruce Willis doppiato da Angelo Maggi.

Split va in onda venerdì 20 febbraio alle 21.05 su Italia 2.

La storia segue tre adolescenti rapite da un uomo affetto da disturbo dissociativo dell’identità.

All’interno dello stesso corpo convivono ventitré personalità riconosciute, ognuna con caratteristiche fisiche e psicologiche autonome.

 Le ragazze scoprono presto che tra queste identità sta emergendo una nuova entità, chiamata “la Bestia”, percepita dalle altre come superiore e destinata a manifestarsi.

Il film alterna la prigionia sotterranea delle giovani al confronto terapeutico tra l’uomo e la sua psichiatra, creando un continuo slittamento tra analisi clinica e minaccia imminente. I

l crescendo conduce a un finale che amplia l’orizzonte narrativo e ridefinisce il significato dell’intera vicenda.

E’ interessante sapere che molte scene sono state girate con inquadrature prolungate per permettere a McAvoy di passare da un’identità all’altra senza interruzioni evidenti.

Il montaggio costruisce la suspense per sottrazione, lasciando che siano le performance e i dialoghi a guidare la tensione.

Il ruolo principale McAvoy lo ha ricevuto a poche settimane dall’inizio delle riprese, dopo un cambio improvviso di casting.

Il film è stato girato principalmente in interni a Philadelphia in circa due mesi, con una troupe ridotta.

Non spettacolarizzare gli elementi più violenti è una scelta voluta dal regista per mantenere il focus sull’aspetto psicologico.

Il finale, tenuto segreto anche a parte del team tecnico fino agli ultimi giorni di lavorazione, ha contribuito a creare un forte impatto al momento dell’uscita in sala.

Il regista M. Night Shyamalan appare inoltre in un breve cameo, consuetudine che caratterizza molti dei suoi film.

Il progetto nasce da un’idea che Shyamalan coltivava da anni:

 “Volevo raccontare la possibilità che la mente umana fosse capace di trasformare il corpo. L’idea mi affascinava da tempo, ma aspettavo il momento giusto per farne un film”.

 E inoltre il regista ha sottolineato come la scelta di lavorare con un budget ridotto fosse intenzionale, perché

“quando i mezzi sono più contenuti, la creatività deve essere più precisa”.

Protagonista assoluto è James McAvoy che ha creato ogni identità lavorando su postura, ritmo del respiro e timbro vocale prima ancora che sul dialogo.

“Non volevo che fossero maschere. Ognuna doveva credere di essere la vera personalità dominante”

“Era quasi come interpretare più spettacoli teatrali nello stesso giorno”, ha aggiunto.

Accanto a lui, Anya Taylor-Joy ricorda la lavorazione del film così:

“Girare in quegli spazi chiusi aiutava a sentire davvero la pressione”.

Betty Buckley  sulla profondità psicologica del copione, ha detto: “una riflessione sottile sul potere e sulla fragilità”.