Il metodo
Entrare profondamente nello sguardo, nel vissuto, nell'animo di un personaggio è fondamentale per un doppiatore: il movimento di un labbro, di un occhio, di un sopracciglio, un tremolio lievissimo o un tic più marcato, rivelano tutto un mondo interiore, un universo di esperienze, di emozioni, di storie che vive in un solo gesto e che deve rivivere in una battuta, una frase o una sola parola.
In una prima fase del corso si porterà avanti un lavoro basato sul metodo Stanislavskij -Strasberg.
Le tecniche teatrali di Konstantin Stanislavskij (un rigoroso approccio psicologico, basato sul recupero delle emozioni personali) sono state tradotte da Lee Strasberg in un metodo nato appositamente per il cinema e che ha fatto di lui uno dei più conosciuti coach dell'Actor's Studio.
Per Strasberg rivivere le emozioni del passato significa esprimerle in ogni minimo gesto, ogni movimento quasi impercettibile, ogni sfumatura espressa dal corpo e dalla voce; il lavoro dell'attore è legato ad un'attenta analisi della psicologia del personaggio e ad una costruzione che si nutre delle esperienze del proprio vissuto. L'approccio di Strasberg è legato soprattutto al corpo, ma il suo metodo è altrettanto valido per l'uso della voce e risulta utilissimo, dunque, proprio nel doppiaggio.
Nella seconda fase le lezioni si trasferiranno in sala di doppiaggio, dove verranno apprese tutte le tecniche del mestiere del doppiatore. Di fronte a leggio, microfono e copione, scorreranno le immagini di film, cartoni animati, documentari, soap e fiction televisive: è qui che gli allievi si misureranno con “l'originale”, prestando loro stessi la propria voce agli attori protagonisti dei filmati.
